Silverstone è pietra miliare della Formula 1, teatro di episodi clamorosi e colpi di scena assoluti. Non è stato l'unico palcoscenico del Gran Premio di Gran Bretagna, c'è stata l'alternanza con Brands Hatch tra il 1964 e il 1987, prima ancora le gare ospitate a Aintree. Sempre presente nel calendario di Formula 1, in 66 edizioni valevoli per il mondiale è la Ferrari a dettar legge nella graduatoria delle scuderie col maggior numero di successi: 16. Quindici "sotto la bandiera", ai quali sommare la vittoria di Lauda nel 1976, dopo la squalifica della McLaren di Hunt. 

Vittorie rocambolesche come quella del 1998, quando Schumacher vinse prendendo la bandiera all'interno della corsia box, entrato all'ultimo giro per scontare lo stop&go inflitto per aver passato Wurz sotto regime di safety car. Fu capolavoro strategico e regolamentare del muretto, conclusosi con l'appello avanzato dalla McLaren e risolto nell'aggiunta di 10" al tempo finale di Schumacher. 

Un anno dopo, alla Stowe, l'epilogo della gara arriverà al primo giro: Schumi parte male, si trova dietro Irvine e cerca di passarlo alla veloce piega a destra dopo l'Hangar Straight, ma un problema ai freni posteriori manda la F399 dritta contro le barriere: frattura della tibia e mondiale compromesso. Rientrerà solo in Malesia.

Del Gran Premio di Gran Bretagna 2003 si ricoderà l'invasione di pista del pastore Cornelius Horan. Ancora l'Hangar Straight protagonista. Una prima safety car viene fatta uscire dopo la perdita delle protezioni ai lati del casco sulla McLaren di Coulthard. Tempo di ripartire e il folle si lancia incontro alle monoposto, "predicando" a suo modo i passi del Vangelo, riportati sui cartelli. Provvidenziale il placcaggio di un commissario. La gara verrà vinta da Barrichello. 

Alle spalle della Ferrari e della McLaren, tra i team con il maggior numero di successi nel Gran Premio di Gran Bretagna c'è la Williams. E' il 1979 quando Clay Regazzoni assicura la prima vittoria alla scuderia di sir Frank - fu l'ultima per il pilota svizzero - e il caso volle che a Silverstone arrivasse anche la centesima vittoria della storia Williams: 1997, con Villeneuve. Curioso episodio da ricordare del podio 1979, la festa a base di succo d'arancia per Regazzoni, niente champagne per un accordo con lo sponsor arabo della scuderia. 

Due anni prima, debutta in Formula 1 a Silverstone Gilles Villeneuve, su McLaren. Nono in qualifica, con Hunt in pole, finirà la gara 11mo. 

Più volte negli anni il tracciato ha cambiato le proprie caratteristiche. Oggi si presenta con uno sviluppo di 5,8 km, lavori di ampliamento realizzati nel 2010 e che hanno introdotto un settore extra di 760 metri. Pista da carico aerodinamico medio-alto, si percorre per il 53% del giro in pieno, con un consumo di benzina pari a 1,92 kg/giro. La media si attesta sui 225 km/h, molto lontana dal record ottenuto nel 1985 in qualifica da Keke Rosberg.

I 259 orari fatti registrare al secondo tentativo, dopo un primo giro già sufficiente per la pole, resteranno il record in Formula 1 fino al 2004, quando Montoya, a Monza, girò a 262 km di media oraria. 

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Inghilterra, Silverstone, è anche l'assoluta imprevedibilità meteorologica. Da ricordare l'edizione del 1975, sospesa al 56mo giro per un improvviso nubifragio abbattutosi sul circuito. Vincerà Emerson Fittipaldi, tra i pochi (sei) rimasti in pista alla tornata precedente, quando uscirono alla curva Club sette monoposto e altre quattro alla Stowe, obbligando la direzione gara a sospendere la corsa. 

L'albo d'oro dei piloti più vittoriosi  guidato da Jim Clark e Alain Prost, 5 vittorie a testa. Dovesse vincere domenica, Hamilton raggiungerebbe Nigel Mansell, che nella corsa di casa si affermò per 4 volte, tra cui la memorabile rimonta del 1987 sull'allora compagno di squadra in Williams, Piquet.

Gli orari del week end di Silverstone