Dopo tre sessioni di prove libere in cui la Mercedes ha fatto il bello e il brutto tempo con entrambe le macchine, eccetto solo quando Rosberg è stato fermo ai box, c'erano pochi dubbi su quale sarebbe stata la prima fila per il GP di Gran Bretagna. E francamente non ce n'erano troppi neppure sulla possibilità che la pole position sulla pista di casa sfuggisse a Lewis Hamilton, che infatti l'ha fatta sua nonostante un giro annullato dai commissari. E proprio l'assenza di preoccupazioni realistiche (a parte il sempre presente "non si sa mai") per la lotta al vertice, ha spostato l'attenzione sulle decisioni dei commissari che avevano già minacciato di cassare i crono a chi avesse sfruttato troppo la pista, cioè anche fuori dei "bordi".

A questo riguardo va puntualizzato che il comunicato ufficiale era piuttosto preciso: al di là delle normali considerazioni che valgono in tutte le piste, in questa occasione vi sarebbe stata "zero tolerance" per chi avesse oltrepassato la linea bianca di demarcazione con tutte e quattro le ruote alle curve 9, 15 e 18, vale a dire Copse, Stowe e Club, punti dove si ottiene vantaggio dall'allargamento eccessivo. Ecco perché in Q2 non sono stati presi provvedimenti nei confronti di Hamilton, Verstappen e Raikkonen quando avevano allargato un po' troppo in uscita alla curva 7 Luffield (peraltro il finlandese con la macchina imbarcata, quindi senza vantaggi) molto meno significativa e comunque "tollerata". Oltre a quello già citato su Hamilton in Q3, gli interventi della direzione di gara sono stati anche per Verstappen, Hulkenberg, Magnussen, Palmer e Alonso. Ora viene da chiedere se fra questa soluzione e quella vista in Austria, con cordoli che distruggevano le monoposto, non sia proprio possibile una soluzione intermedia che semplicemente faccia perdere tempo ai piloti quando sbagliano, senza esagerazioni o fisime regolamentari.

Curioso come ad un certo punto, a fine Q1, Jenson Button fosse stato richiamato in tutta fretta a rimettersi al volante della sua McLaren perché si ipotizzava/sperava in una penalizzazione di Magnussen: falso allarme, invece. Magnussen è comunque stato investigato anche per aver bloccato Kvyat in qualifica. Di altro genere invece il motivo per cui Nico Rosberg era finito sotto inchiesta in direzione gara: aver superato il tempo massimo ammesso (a Silverstone è 1'45") nel giro di rientro, misurato fra le righe della safety car. Misura che serve a evitare che un pilota ostacoli altri dopo il suo giro cronometrato. In realtà l'affaire è rientrato perché Rosberg non era nel giro di rientro, ma in quello di raffreddamento prima di rilanciarsi; certo che sarebbe stato oltremodo ironico, dopo essere stato battuto dal compagno-rivale nella lotta alla pole, venire pure penalizzato per "eccesso di lentezza"

Anche in qualifica la Red Bull ha dimostrato il suo buono stato di forma generale e la particolare adattabilità a questo tracciato, che ne esalta le caratteristiche aerodinamiche. Non è un caso che anche la McLaren sia più performante del solito, a parte il passo falso con Button che ha avuto un problema all'ala posteriore. Tornando a RB, ottima prestazione di Max Verstappen che riesce per la prima volta a sopravanzare Daniel Ricciardo in qualifica. Vedremo in gara se non sarà stata una situazione episodica, ma comunque anche alternarsi nelle prestazioni con un pilota del valore dell'australiano non è certo un demerito.

Segue la Ferrari, in quella che sarebbe stata una terza fila di partenza senza il guaio al cambio di Sebastian Vettel. Chiamatela sfortuna, malasorte o come preferite voi, ma alla Ferrari le cose non vanno affatto meglio nell'avanzare di stagione, anzi. A una sola settimana dalla sostituzione della trasmissione della monoposto numero 5, ecco che il componente ha avuto nuovi problemi (nelle FP3 di stamattina). Così il cambio della SF16-H è stato sostituito e Vettel penalizzato di cinque posizioni. Il risultato è che il pilota tedesco partirà undicesimo, visto che un errore nell’ultimo settore, con relativo “traverso” di controllo, gli è costato qualche decimo di troppo e, di fatto, un tempo che poteva essere alla sua portata sicuramente migliore di sesto. Così Kimi Raikkonen si trova di nuovo nel ruolo di "punta" della Scuderia, ma di nuovo anche in una situazione non facile: ieri si è però trovato molto bene con le gomme più dure, vedremo se sarà così anche in gara.

Stando ai riscontri cronometrici non sembra ci possano essere rischi di assalto alle prime posizioni da parte di chi segue. A oltre 2 secondi dalle Mercedes e comunque mezzo secondo dalla Ferrari di Kimi, troviamo Williams, Toro Rosso, Force India e pure McLaren. È soprattutto il team di Grove che appare "messo meglio" anche al netto di un errore di Felipe Massa che gli ha precluso le Q3 dove Valtteri Bottas è finito 7° (e partirà 6°). In queste posizioni è comunque possibile, anzi ce la auguriamo, una lotta feroce nella quale potrebbe inserirsi pure la Haas. Alle loro spalle c'è Daniil Kvyat che potrebbe rimontare, essendo stato ostacolato in qualifica da Kevin Magnussen che gli è arrivato subito dietro, per il quale però non vediamo grandi possibilità. Da seguire piuttosto la (possibile e auspicabile) rimonta di Button, come pure la lotta che immaginiamo fra Rio Haryanto e Pascal Wehrlein, separati da soli 53 millesimi. Riusciranno invece le Sauber a risollevarsi dalle ultime posizioni? Intanto Marcus Ericsson dovrà partire dalla pitlane dopo la sostituzione della scocca: l'incidente nelle prove libere è stato più serio di quanto già sembrasse.