Certamente più ostica Silverstone di quanto non lo sarà l'Hungaroring, almeno sulla carta. In McLaren si preparano al Gran Premio d'Ungheria confidando nella natura del tracciato, poco esigente sul motore. L'anno scorso l'avremmo battezzata come una delle gare migliori per sperare in un arrivo nei punti, ottenuti con la quinta posizione di Alonso. Oggi ci sono i risultati di Monaco, ancora un quinto posto - seppur in condizioni particolari - a supportare le aspettative di far bene. 

Dalle gomme sbagliate in qualifica in Austria sulla macchina di Alonso al mancato azzardo strategico a Silverstone, c'è tanto ancora da perfezionare in McLaren e Fernando ne parla a fondo nell'intervista sul numero 29 di Autosprint in edicola. Anche Eric Boullier è consapevole delle "mancanze" registrate di recente e punta anzitutto ad avere un week end "regolare": «Nelle ultime gare abbiamo subito un po' la sfortuna, commesso piccoli errori e sofferto delle lacune sul fronte dell'affidabilità, ma se riusciremo ad avere un week end liscio, spero potremo mettere a frutto il potenziale che il pacchetto ha dimostrato avere e centrare un risultato che, statisticamente, siamo in grado di poter ottenere su questo tipo di circuiti»

Il lavoro svolto nei test a Silverstone non servirà direttamente per lo sviluppo della macchina in Ungheria, ha, però, fornito riscontri utili al team, come spiega Alonso: «Sono stati una spinta per tutti, abbiamo completato il programma, coperto tanti chilometri e imparato molto in funzione dello sviluppo, speriamo di mettere a frutto parte di quanto appreso in Ungheria

La cosa importante sarà mettere insieme un week end privo di problemi, in ogni area. Se riusciremo a ottenere il massimo in ogni sessione e girare senza intoppi, potremo trovare una buona velocità e segnare punti importanti».

Ungheria significa prima vittoria in carriera per Alonso e Button, a tre anni di distanza: il 2003 su Renault per Fernando, il 2006 con la Honda per Jenson. Risultato irripetibile oggi e Button si accontenta di molto meno: «E' un circuito che fa dipendere meno la prestazione dalla potenza e molto più dalla trazione, la velocità in curva e la reattività della macchina. L'attenzione è spostata maggiormente sull'aerodinamica, avremo una configurazione ad alto carico e proveremo a sfruttare al massimo i punti di forza in frenata e in trazione della nostra monoposto. Speriamo possa significare continuare a essere nel gruppo inseguitore e, forse, recuperare ancora un po' di terreno in più». 

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