F1: Halo nel 2018, da Hockenheim team radio liberi

F1: Halo nel 2018, da Hockenheim team radio liberi

Lo Strategy Group ha votato contro l'introduzione del dispositivo nel 2017. Confermata la partenza da fermo sul bagnato dopo via dietro SC

Fabiano Polimeni

29 luglio 2016

Niente colpi di scena, tutto secondo le previsioni. La sorte dell'Halo alla vigilia della riunione dello Strategy Group sembrava segnata: diversi team e piloti (tra cui Vettel), ma anche Ecclestone contrari alla sua introduzione, l'unica chance per vederlo sulle monoposto nel 2017, una decisione motu proprio della FIA fondata su chiari motivi di sicurezza. Ma la Federazione ha deciso di seguire la volontà delle scuderie, così slitta al 2018 l'integrazione dell'Halo. Un accordo unanime, tutti hanno votato per posticipare il debutto di una soluzione controversa, che ha diviso il paddock tra favorevoli e contrari.

Le ragioni alla base del rinvio, spiega in una nota la Federazione, sono da ricercare nel ristretto margine di tempo disponibile per integrare l'Halo nei progetti 2017: si continuerà a sviluppare la soluzione quest'anno e nei primi mesi del prossimo, per valutare tutte le opzioni disponibili prima di una convalida definitiva. Vedremo molte più uscite in pista del sistema durante le libere e, con l'Halo che resta il sistema in pole position, lo Strategy Group ha concordato sui benefici che un altro anno di sviluppi potrà garantire, per arrivare a una soluzione ancor più completa. Interessante notare come il comunicato FIA parli dell'Halo come una «forte opzione per l'introduzione nel 2018», non dando alcunché di scontato.

L'esigenza di adottare protezioni per il casco era tornata prepotentemente d'attualità lo scorso febbraio, quando una nota della GPDA, firmata tra gli altri da Alexander Wurz, chiedeva a gran voce la presenza di dispositivi di sicurezza già nel 2017, che fosse l'Halo o un sistema equivalente. Il pilota austriaco, portavoce della GPDA, commenta il voto dello Strategy Group ed è molto critico verso la Formula 1. «La mia personale visione è che il risultato dell'incontro dello Strategy Group, se verrà ratificato dal Consiglio mondiale del motorsport della FIA, rappresenta molto più di un voto contro l'Halo o un ritardo nell'introduzione di una protezione supplementare per la testa. La decisione porta la Formula 1 in un territorio inesplorato per tanti versi. Aspettiamo di conoscere le ragioni dietro la decisione, ma al momento questa potrebbe leggersi come "prima gli affari, poi la sicurezza"». Il chiaro riferimento è al nodo dell'aspetto per nulla accattivante del dispositivo.

Sul tavolo dello Strategy Group c'erano anche altri punti caldi da esaminare. Tra questi, le comunicazioni radio consentite tra muretto e pilota. Dall'elenco dettagliato della direttiva tecnica di Charlie Whiting, su cosa fosse consentito dire e cosa, invece, vietato, si passa al campo opposto, un "liberi tutti" che è l'esatto rinnegare la modifica introdotta una settimana fa alla vigilia del GP d'Ungheria. «Su richiesta dei team e del detentore dei diritti commerciali (la FOM, Ecclestone; ndr), la FIA è d'accordo nell'adottare un approccio più libero all'interpretazione dell'articolo 27.1 (che prevede un pilota debba gidare la macchina da solo e senza aiuti). Con l'eccezione del periodo tra la partenza del giro di formazione e l'avvio della gara, non ci saranno limitazioni ai messaggi che le squadre inviano ai loro piloti, sia via radio che tramite la tabella al muretto».

Chiaro dietrofront su quanto finora in vigore, giustificato dalla volonta di fornire maggiori contenuti per tifosi e spettatori, dovendo le squadre dare accesso senza alcuna restrizione alla FOM ai messaggi radio in qualunque momento le macchine sono fuori dal garage. Vietate le comunicazioni a ridosso della partenza.

Altra, importante, decisione scaturita dal meeting di Ginevra, sebbene sia più corretto parlare di una ratifica di quanto già concordato prima dell'incontro, riguarda le partenze in caso di pista bagnata. Per evitare il ripetersi di scenari come quelli vissuti a Silverstone nell'ultimo Gran Premio di Gran Bretagna - con una lunga processione dietro la Safety Car e il via lanciato - in futuro, in caso di gara decretata su pista bagnata e partenza dietro la macchina di sicurezza, i piloti affronteranno un certo numero di giri per saggiare le condizioni della pista, dopodiché lo start verrà dato con partenza da fermo, dalla griglia. Piloti e pubblico non saranno così privati di uno dei momenti chiave della corsa e potrà emergere ancor di più l'abilità in una condizione di pista e di gara capace di differenziare notevolmente le prestazioni.

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