Monza è storia della Formula 1, pronta per la 65ma edizione valevole per il mondiale e per un atteso annuncio di rinnovo contrattuale che proietti l’autodromo verso il centenario da teatro del GP d’Italia. Una storia fatta di numeri e personaggi, collegati a episodi indelebili, come l’edizione del 1971. Uno, 6 e 11 i numeri rimasti da allora. Un centesimo, il vantaggio con cui Peter Gethin vinse la volata più tirata della storia, che vide in sei decimi ben 5 piloti: da Gethin a Ganley, entrambi su BRM; undici, la posizione (sempre di Gethin) di partenza più arretrata dalla quale un pilota sia riuscito a vincere il GP d’Italia. Erano gli anni in cui l’effetto scia era in grado di stravolgere la classifica scritta entrando in Parabolica.

Cinque stagioni prima, Ludovico Scarfiotti firmava l’ultima vittoria di un italiano a Monza, dopo Farina e Ascari, agli albori del mondiale. Nella storia resta anche un altro numero, chiave: 372,6. E’ la velocità massima registrata da Montoya nel 2004, punta più elevata mai ottenuta all’interno del Parco. C’è curiosità sulla possibilità di abbattere quel muro, tanto più dopo i 378 km/h dichiarati dalla Williams a Baku quest’anno, seppur con una configurazione di pista molto diversa, il rettilineo principale a Monza tocca i 1.520 metri contro i 2.200 del tracciato in Azerbaijan: nel 2015 Raikkonen raggiunse i 358,3 km/h.

Se la punta velocistica è di assoluto effetto, altrettanto lo sono le frenate. Per il 79% del giro si sta con il motore in pieno, appena il 13% del tempo si passa con il piede sul pedale del freno. I dati Brembo raccontano di una decelerazione media sulle sette staccate pari a 4,3G. Tre quelle con i valori più elevati, tutti ampiamente sopra i 5G. Per affrontare la prima variante si perdono circa 280 km/h in 160 metri, con una pressione sul pedale di 177 kg. Tutto avviene in un lasso di tempo minimo, appena 1”65 nei quali raggiungere i 5.8G di decelerazione. Alla Ascari, seconda frenata più importante del giro, si raggiungono i 5.6G, seguiti dai 5.5G della Parabolica. Nell’arco della gara, l’energia dissipata dall’impianto frenante arriva a 118 kWh.

Sterzi a parte: dieci, cento, mille Spa

Il record di vittorie, cinque, è di Schumacher; domenica, dovesse vincere Hamilton o Vettel, andrebbero a far compagnia a Piquet, a quota quattro successi. Altro traguardo che può eguagliare Hamilton è quota 5 pole position, come Fangio e Senna, mentre tra i piloti in assoluto più volte sul podio a Monza, dopo Schumacher (8 presenze) c’è Alonso a quota 6.

E’ fermo a quota 83, invece, e resterà anche quest’anno invariato, il numero di piloti italiani che hanno preso parte alla gara di casa.

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