Mentre si attende l’ufficializzazione del passaggio di proprietà del Circus, un Bernie Ecclestone a tutto tondo ha tenuto banco al GP d’Italia. E se prima della stretta di mano che ha sancito la presenza in calendario del GP di Monza per altri tre anni, il “domatore” si era augurato di rivedere presto una Ferrari vincente, il concetto è stato ribadito il giorno dopo durante un’intervista doppia con Toto Wolff: “Lui spera che anche l’anno prossimo la Mercedes non abbia rivali, io spero che sia la Ferrari”.

Il predominio totale delle Frecce d’Argento ("Sono di un altro pianeta" continuava a ripetere Vettel nei giorni scorsi) sta appiattendo lo spettacolo e quindi l’attenzione del pubblico. Ma anche quest’anno gli avversari sono nettamente inferiori: “L’unica cosa che potrebbe impedire a Mercedes di vincere entrambi i titoli e che entrambi i piloti smettessero di correre”.

Dominazione derivata anche dalle poderose fondamenta su cui poggia la fortezza tedesca. E nonostante l’apertura di Mercedes nei confronti degli altri motoristi, in primis Ferrari, in occasione dello strategy group invernale, Ecclestone gigioneggia col consueto tono oracolare:Le Mercedes hanno aiutato la Ferrari ma non abbastanza. Toto Wolff nega, quindi non c’è stato nessun aiuto, perché Toto dice la verità. Io dico solo quello che ho sentito. Ed è buono che li abbiano aiutati, anzi dico che avrebbero dovuto farlo un po’ di più”.  

Dietro i team ci sono le Case. E le Case vogliono vendere le auto. Ma ecco come il vecchio manager vede la favola del “testiamo in Formula 1 quello che guiderete domani sulla vostra utilitaria”: “Ho sempre pensato che se le Case automobilistiche volessero creare una connessione tra le tecnologie allo sviluppo delle auto di serie dovrebbero far correre le berline”. 

Gli appassionati si dividono, tra accusatori e assolutori, nel giudicare i comportamenti arrembanti di Max Verstappen. La verità è che un tempo i piloti erano più aggressivi di quanto lo siano ora e che molta gente vorrebbe un ritorno dei vecchi tempi eroici: “E’ probabile. Ma i team, noi come FOM e la FIA abbiamo, con queste stupide regole, tolto ai piloti la capacità di gareggiare. Dovremmo consentirgli di farlo nuovamente”

Verstappen è un protetto di Ecclestone, come a suo tempo lo fu il giovane Vettel: “Ma io non ho intenzione di adottare nessuno, a meno che non si tratti di una bella ragazza di 18 anni. Ma ad essere sinceri da quando Seb ha iniziato le regole sono cambiate molto e per i piloti è diventato difficile gareggiare seriamente. Ora guardiamo cosa combinerà Max, che un ragazzo giovane e con le palle. Avremmo bisogno di una mezza dozzina di piloti come lui.

Per quanto riguarda l’ex pupillo Vettel: Penso che fosse molto felice in Red Bull, Ferrari è un ambiente molto diverso. Molta gente spera che lui finisca la sua carriera in Ferrari, io spero di no. Ferrari significa molta pressione. Sicuramente è più facile correre per Mercedes che per Ferrari. E’ una questione di marchio: Ferrari è il miglior brand della Formula 1. Se chiedi a qualcuno per strada chi ha vinto il mondiale l’anno scorso, lui ti risponde “Ferrari”, anche se l’ultimo titolo risale a nove anni fa”.

Ecclestone ha una posizione e un’età in cui i peli sulla lingua sono un pudore superfluo. E mentre altri manager negherebbero qualsiasi transazione anche ad accordo avvenuto, Bernie conferma l’ormai prossimo passaggio della Formula One Group al colosso americano Liberty. Cosa comporterà (comporterebbe)? Per sfondare nel mercato americano dovremmo correre là dieci gare, vendere i biglietti a poco e avere un sacco di stand di hamburger nei circuiti. Ma non sarebbe più Formula 1. Ma se rileveranno la baracca faranno quello che vorranno”.