130R, Spoon Curve, le "esse" dopo il via. Sono i passaggi di Suzuka che sintetizzano al meglio quella che sarà la sfida per le gomme Pirelli. Un circuito che stressa notevolmente le coperture, con elevati carichi trasversali, generati dai veloci curvoni in appoggio e dalla sequenza di cambi di direzione che contraddistingue il primo settore di pista. Per il Gran Premio del Giappone si avranno a disposizione ancora le mescole dure, medie e morbide, come in Malesia, ma a essere molto diverse saranno le condizioni tecniche e ambientali.

Dalla gara più calda dell'anno, a Sepang si è corso con 59° C sull'asfalto, si va verso un week end all'insegna dell'incertezza meteo, vista la costante di un rischio pioggia sui tre giorni tra prove libere e gara. Saranno soprattutto diverse le temperature, a Suzuka sono attesi valori ambientali massimi non superiori ai 25° C. L'asfalto dei 5.807 metri è rimasto quello di sempre, quindi un fondo che assicura elevati livelli di aderenza, abbinati a una abrasività media. Tra le peculiarità di Suzuka, il più elevato impegno laterale continuo della stagione, con la forza G che si registra sulla curva 130R, velocissima piega da affrontare in pieno in qualifica. 

Un circuito che "scorre via" veloce, con pochi punti nei quali le coperture subiscono un impegno longitudinale: la staccata prima dell'incrocio di pista in curva 9, il tornantino e la ripartenza successiva, la frenata sulla ex Triangle Chicane. La novità rispetto allo scorso anno è rappresentata dalla disponibilità delle gomme morbide e da una allocazione dei treni di coperture da parte delle scuderie tornata a essere molto diversificata. 

Le due soste furono la tattica preferita nel 2015, Hamilton vinse puntando sulle gomme medie, montate al via, confermate al 16mo dei 53 giri di gara e, infine, passando alle gomme dure al giro 31. Fu il gran premio del confronto in curva 1 e 2 tra l'inglese e Rosberg, Nico obbligato a giocare con la strategia per riprendersi la seconda posizione: medie-dure-dure, l'alternanza scelta, su un circuito dai sorpassi difficili. Domenica prossima, come a Sepang, sarà obbligatorio effettuare almeno uno stint su gomma dura (2 i treni da portare in gara), in caso di gran premio su pista asciutta.

Tra i top team, in Ferrari hanno scelto più gomme morbide di chiunque altro, 9 treni per Vettel e Raikkonen, che differenziano, invece, l'allocazione di gomme dure: 3 set per Sebastian, scelta che lo obbliga ad avere un unico treno di gomme medie, 2 per Kimi. In Mercedes limitano a 8 i treni di gomme morbide disponibili, accanto ai 3 set di dure per Hamilton e i 3 di medie per Rosberg. A conferma della varietà di interpretazioni e, conseguentemente, delle possibilità strategiche che si lasciano aperte in ottica gara, in Red Bull scelgono di avere ben 4 treni di gomme dure, 3 di medie e "appena" 6 di morbide.

C'è un'Italia che vince e convince

In questo quadro, a seconda del rendimento di ciascuna mescola al venerdì, potrebbero effettuarsi scelte alternative in Q2, puntando a costruire un primo stint di gara su una gomma che permetta di andare più lunghi. Scenari che dovranno tenere conto, però, anche delle possibilità di pioggia, che azzererebbe ogni valutazione di questo tipo: «Per la prima volta portiamo a Suzuka il pneumatico soft, che dovrebbe dare un aspetto diverso alla strategia, quindi potremo assistere a scelte tattiche fin dalle qualifiche del sabato. Qualunque cosa accada, in gara vedremo in azione i pneumatici hard, come avvenuto in Malesia, e avremo anche un consumo e un degrado elevati: fattori che comportano sempre scelte strategiche varie», anticipa Paul Hembery.

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