Ci sono stati momenti peggiori dai quali risalire. Lewis Hamilton ne è convinto, alla vigilia del Gran Premio del Giappone. Il dolore - come l'ha definito lui stesso domenica scorsa - per il ritiro a Sepang lascia spazio, nelle parole, alla determinazione. La rimonta nel mondiale è complessa, ma non impossibile, specialmente per quanto visto in Malesia, la prestazione in qualifica e il ritorno da protagonista dopo l'opaca parentesi di Singapore. «Non è il punto più basso che ho avuto, ci sono stati momenti sicuramente ancor più difficili. Indipendentemente da ciò, troverò la forza da quanto successo per tornare a lottare nelle ultime cinque gare», è l'approccio con quale attende l'apertura della pitlane venerdì prossimo.

Negli ultimi giorni si erano affacciati commenti dello stesso Hamilton, disponibile anche a saltare delle sessioni di prove libere per preservare i motori ancora a disposizione. Nulla di tutto ciò avverrà, Toto Wolff ha escluso l'ipotesi, come logica vorrebbe. E sul tema power unit disponibili, da registrare le parole di Paddy Lowe: «Per come stanno le cose, nonostante la rottura del motore, Lewis adesso ha la stessa scorta di power unit di Nico per le restanti cinque gare, incluse quelle usate che possono essere montate nelle prove libere. Speriamo non ci sia un ulteriore impatto sul suo programma».

Tornando a Hamilton, il registro dei commenti era cambiato già domenica sera, dopo le prime parole a caldo di sfogo, nei confronti della Mercedes, e altre note tocca verso il Giappone: «Ovviamente è stata una delusione enorme quella dello scorso week end. Non solo per me ma per tutto il team, ma è inutile soffermarsi su quanto successo. E' solo energia negativa. Tutto quel che possiamo fare è concentrarci sulla prossima gara, fare il miglior lavoro possibile e affrontare le cose una per volta: non c'è nulla meglio del duro lavoro e non mi ha mai spaventato. Anche i ragazzi sono colpiti da quanto successo e so che lavoreranno intensamente come sempre perché le cose vadano nel verso giusto la prossima volta»

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Dall'altro lato del box, Nico Rosberg pensa anzitutto a invertire una statistica che lo vede sempre sconfitto a Suzuka, nonostante due partenze in pole negli ultimi due anni: era in testa nel 2014, quando venne passato da Hamilton, e lo scorso anno "subì" la determinazione di Lewis in partenza. Domenica spera di scrivere un'altra storia: «Sono qui per vincere, è l'obiettivo di ogni gara. Non ho pensato alla situazione dei punti nel mondiale per tutto l'anno e non inizierò adesso. Chiaramente il risultato della Malesia è andato a mio vantaggio nella lotta per il titolo, è un dato di fatto».

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