Le tante indecisioni messe in mostra dai piloti anche nella sessione pomeridiana di prove libere a Suzuka, ma pure i "lamenti" - con tutto che molto spesso si tratta solo di "descrizioni" di un comportamento non ideale della propria monoposto - sentiti via radio da parte dei driver, delineano una situazione ancora mutevole relativamente alle forze in campo, suscettibile di variazioni in base ai riscontri che verranno analizzati fra oggi e domani e alle relative modifiche. Sempre che il clima, come previsto, non venga a peggiorare per sabato: la pioggia (al momento quasi certa) potrebbe non consentire di verificare le scelte tecniche di set-up e dunque porterà molte incognite per la gara.

Di fatto sembra che quasi tutti - e non escludiamo a priori nemmeno Mercedes con le "fumate" nelle prove di start - siano ancora abbastanza lontani da una messa a punto ottimale. Sicuramente Suzuka è una pista tutt'altro che banale e non facilita da questo punto di vista. Tuttavia pur se le Red Bull hanno impressionato nei riscontri cronometrici ottenuti nei long run, va anche evidenziato che "pagavano" un pesante degrado alle ruote anteriori dopo nemmeno una decina di giri, per esempio. Perfino Kimi Raikkonen ha patito un certo sottosterzo eppure è stato in grado di confezionare un bel giro, e questo va a suo merito, a differenza di Sebastian Vettel meno preciso nel tentativo secco con le gomme più morbide (ma non "meno veloce" in generale).

Peraltro in questa disfida Ferrari-Red Bull, le seconde non hanno potuto esprimersi al meglio come simulazione di qualifica per via della virtual safety car decretata in occasione dello stop di Gutierrez: il tempo di Max Verstappen è uscito al secondo tentativo con le stesse gomme, mentre Daniel Ricciardo ha lasciato perdere. Anche da questo punto di vista, quindi, vi sono molte perplessità. Una certezza, invece, è la forza messa in mostra anche in questa occasione da parte della Force India nell'appassionante lotta per il 4° posto fra i Costruttori contro la Williams, che comunque non è troppo distante.

Fra questi due contendenti troviamo anche stavolta Fernando Alonso che oltre alla velocità "pura" ha mostrato di sfruttare abbastanza a lungo le gomme: 18 giri con le soft e 19 con le hard lo mettono a livello di piloti e macchina Force India. Senza dimenticare che Vettel è riuscito a collezionare 22 giri sullo stesso set di hard. In questa tipologia di prestazione va segnalato pure Carlos Sainz a quota 24 e visto anche il buon giro ottenuto - nel quale non riteniamo estranee le sue doti di pilotaggio - si può coltivare qualche speranza in più per la Toro Rosso.

Analizzando la durata delle gomme, da segnalare anche i 24 giri ottenuti con le medie da Jolyon Palmer, il pilota che ha girato più di tutti al pomeriggio (40 tornate) dopo i problemi del mattino. Con Kevin Magnussen posizionato tre caselle più avanti, forse anche qui la Renault potrebbe ottenere una prestazione incoraggiante in gara. Continuano invece i problemi per le Haas, fra lo stop in pista di Esteban Gutierrez e i continui "beep" che infarciscono le comunicazioni via radio di Romain Grosjean quando descrive il comportamento della macchina. Il team americano sta scontrandosi duramente con la mancanza di esperienza e di riferimenti (per loro tutte le piste sono "nuove") e lo si vede nella difficoltà che hanno nella messa a punto di sistemi "basilari" come il brake-by-wire, che si ripercuotono nel set-up generale della monoposto e anche sui freni stessi. Sempre meglio comunque di Sauber e Manor…

GP di Suzuka, i risultati del venerdì