Un week end da dimenticare, nel quale si è assistito a un chiaro arretramento in termini di competitività. La McLaren-Honda a Suzuka non riesce a regalare una gioia ai tifosi nemmeno quest'anno. Non siamo all'umiliazione del team radio 2015, la "sentenza" di Alonso - «GP2 engine, GP2, aaargh» - ma c'è la bocciatura netta del circuito. Doppiati entrambi i piloti, 16mo Fernando e 18mo Button, grossomodo arrivati così com'erano partiti. 

La sintesi della tre giorni in casa della Honda, l'appuntamento simbolicamente più importante dell'anno, la fa il pilota spagnolo: «La gara ha riflettuto quello che è stato tutto il week end: semplicemente anonimo. Finire 16mo e 18mo è una brutta sorpresa, specialmente dopo il settimo posto di Singapore, il settimo e nono in Malesia»

Power unit Honda a parte, le responsabilità McLaren sono evidenti, perché Suzuka è circuito esigente anzitutto su aerodinamica e telaio: «E' chiaro che la configurazione della pista non si abbinava al nostro pacchetto, ci è mancato carico aerodinamico sulle curve veloci. So che la macchina è molto più competitiva di quanto non abbiamo dimostrato e mi dispiace per lo spettacolo così deludente in casa della Honda. 

Torneremo a casa, analizzeremo quanto accaduto e ripartiremo da questa delusione». Ripartiranno guardando alla doppia trasferta americana, Austin e Città del Messico, gare che, sulla carta, difficilmente sembrano essere favorevoli alla scuderia di Woking. «Spero che quello di Suzuka sia stato un evento eccezionale e che torneremo al solito livello dalla prossima gara a Austin», ha commentato Alonso, convinto che la prestazione complessiva McLaren valga più di quanto mostrato in Giappone: «Abbiamo fatto bene per alcune gare, non credo che quanto visto a Suzuka sia la norma. Ci è mancata velocità per tutto il week end, dobbiamo trovare il motivo: una settimana fa lottavamo con Perez in Malesia per la settima posizione, oggi siamo dietro anche alla Sauber».

Hamilton, Verstappen e la protesta "idiota"

Delusione che si somma a quella di Yusuke Hasegawa, in un quadro ampiamente atteso dopo i riscontri del venerdì e del sabato: «Ci aspettavamo una gara difficile, Suzuka è una pista sulla quale è molto problemativo guadagnare posizioni se non si parte da una buona posizione. Inoltre, non siamo riusciti a guadagnare posizioni al via, così per gran parte della gara entrambi i piloti hanno dovuto lottare nelle retrovie». Sullo start, Button ha spiegato di aver avuto un eccessivo pattinamento e di essersi trovati in difficoltà anche a passare le Manor, per la differenza di mescole utilizzate (medie Jenson, morbide Wehrlein e Ocon). 

L'analisi del GP: una gara di scivoloni

«Con un calendario così lungo dobbiamo far fronte a risultati buoni e altri cattivi, ma quello di questo week end è stato davvero deludente, soprattutto sapendo che c'erano così tanti tifosi a supportarci», chiosa il responsabile del progetto F1 Honda.