Mea culpa, doppiaggi problematici e desideri irrealizzabili, nei team radio del Gran Premio del Giappone. Pronti via, 53 giri di gara davanti per sperare nel recupero su Rosberg, invece ecco l'handicap dell'ennesimo start al rallentatore per Hamilton: «Scusate, ragazzi»

«Non preoccuparti», provano a tenere il morale alto dal box. E' l'ammissione dell'errore allo spegnimento dei semafori, gara tutta in salita. Uno dei momenti chiave per Lewis arriva al giro 33. E' il confronto con Raikkonen, la seconda sosta da effettuare e il muretto che avvisa: «Sarà ristretta la lotta con Raikkonen all'uscita dal pit e stiamo correndo su Vettel, ci serve tutto quel che hai, amico». Kimi resterà dietro per pochi decimi, complice il traffico. 

I ferraristi sono stati tra i più critici quando si è trattato di segnalare il tempo perso dietro ai doppiati, perlomeno nelle lamentele con il box.  «E' ridicolo! Davvero, è ridicolo, ho perso un secondo per nulla. @!?!*!», firmato Vettel, giro 31. Nella prima parte di gara, invece, siamo al giro 12, Riccardo Adami avvisa Seb: «Andiamo sul piano B per le prime (gomme dure; ndr). Box Sebastian, box per le prime». Gomme morbide avrà nello stint finale ma Hamilton resterà un bersaglio difficile da centrare dopo aver sfruttato il vantaggio della gomma nuova più prestazionale al rientro in pista. 

«Sta andando via, va via sui rettilinei», dice via radio Seb. «Resta concentrato, la gara non è finita». In realtà, la gara finisce lì. Quarto posto. Da raccontare solo la frustrazione ancora per il tempo perso nei doppiaggi, con Sainz ad esempio: «Bandiera blu, dai non può essere vero!».

Non va meglio a Kimi Raikkonen: «A tutti serve un giro, è ridicolo! Andiamo, date una penalizzazione, sta diventando uno scherzo, adesso!». Il muretto Ferrari lo aggiorna: «Charlie è sul caso». E dopo una comunicazione del box ad Alonso, di lasciar passare Kimi: «Adesso sono diventati 2 giri! Alla fine ci ha fatto passare». 

Il premio miglior team radio del week end lo conquista ancora una volta Fernando Alonso, sempre generoso di materiale da collezionare. Giro 21, la lotta è per le posizioni da favelas, eppure la determinazione non manca a Nando: «Ahi, ahi ahi, stavo preparando il sorpasso da 3 giri e ora ci sono bandiere gialle (per il testacoda di Gutierrez; ndr) e niente DRS: incredibile!». Più tardi, l'incitamento: «Ok Fernando, dobbiamo spingere adesso!». Laconica la risposta: «Mi piacerebbe!». Vorrei, ma non... posso. Seguito da: «Che gomme monteremo?»

Rischia il "non pervenuto" Nico Rosberg, sereno al comando della corsa, con il tempo per perfezionare la tecnica origami. Salvo un avvertimento che arriva dal box, mentre veleggia verso il traguardo: «Attento alle gomme anteriori, stanno scendendo nella parte bassa della finestra di funzionamento». Per la serie: torna a spingere un po'. 

Soffre al retrotreno, invece, la Red Bull. Siamo a inizio gara, giro 10: «Ok, inizio sul serio ad avere problemi, soprattutto al posteriore», Verstappen. Giro 30, il timore di Ricciardo: «Non andrò avanti a lungo con queste gomme, stanno iniziando a decadere». Ha saggiato la resistenza di Max, Lewis Hamilton. Giro 52, prova l'attacco, deve desistere e racconta al box quel che è apparso chiaro in tv: «Si è mosso in frenata!»

Hamilton, Verstappen e la protesta "idiota"

La gara degli altri merita di essere sintetizzata da due team radio, Grosjean e Hulkenberg incrociano il volante in avvio e Romain si lamenta per la manovra di Nico: «Hulkenberg mi ha spinto fuori in staccata di curva 1». «Ok, capito, lo diremo alla direzione gara», la replica Haas. In Force India, invece, allungano sulla Williams anche grazie al sorpasso di Hulk su Bottas, bella manovra costruita alla Triangle Chicane, giro 21: «Ci vediamo dopo!», un compiaciuto Nico nel salutare Valtteri.