Attività senza sosta per Pirelli tra il Gran Premio del Giappone e quello degli Stati Uniti. Lo sviluppo delle gomme larghe 2017 ha vissuto due sessioni profondamente diverse nella loro utilità, tra Barcellona e Abu Dhabi. Nico Rosberg e Pascal Wehrlein hanno incontrato condizioni meteo pessime al Montmelo. Pressoché irrilevanti i riscontri che si cercavano sulle gomme slick. Molto meglio è andata nella tre giorni ad Abu Dhabi con Red Bull, la RB11 modificata e affidata a Pierre Gasly ha coperto ben 277 giri complessivamente, con temperature sufficientemente alte da essere utili allo sviluppo del prodotto, visti i 47° C raggiunti. Un desiderio delle condizioni che si vorrebbero avere anche nei test invernali. 

Guardando a scadenze molto più imminenti, Austin attende dietro l'angolo. Asfalto con un livello di abrasività medio, aderenza aumentata nel corso delle recenti edizioni e sul quale andranno verificate le gomme supersoft, mescola al debutto nella gara in Texas. Sarà la specifica in grado di assicurare la prestazione migliore, garantire grip nel settore iniziale e conclusivo. Lo stress per le coperture si colloca nella media della scala Pirelli, chiamate a sopportare notevoli carichi trasversali nella sequenza di curve iniziale - che obbliga a scegliere un carico aerodinamico medio, pur con il lungo dritto - dopo il tornante in salita, e sollecitazioni verticali in staccata: tre punti impegnativi, dalla frenata in curva 1 proseguendo poi con curva 11, importante perché serve portare velocità all'interno e sfruttare al meglio la trazione in uscita, visto il lungo dritto da DRS che segue. In fondo, altro impegno deciso per freni e gomme. 

Discutere di strategie è prematuro, andrà scoperta la risposta di una mescola nuova nel modo di lavorare con l'asfalto, e si dovrà tenere conto delle elevate variazioni di temperatura attese a Austin nel week end: se le sessioni del mattino, libere 1 e 3, inizieranno con valori intorno ai 10° C, al pomeriggio si passerà ai 25 e anche 28° C in gara. Mancano, inoltre, veri riferimenti dal 2015, quando l'uragano Patricia sconvolse il programma del week end e solo in gara si poterono montare le gomme slick. Due soste per Hamilton: dalle intermedie alle soft al giro 18, ancora soft al giro 43 dei 56 previsti. Vettel recuperò dal 13mo posto e fu il miglior piazzato con tre pit. 

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«Il gran premio del 2015 fu particolarmente impegnativo a causa delle condizioni meteo, per cui i team non hanno dati recenti sulle slick ad Austin. Per la prima volta porteremo anche la supersoft. Pertanto le sessioni di prove libere, in particolare, saranno estremamente importanti quest’anno, con la strategia ottimale non ancora definita», aggiunge Paul Hembery.

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