E' reduce da una qualifica giapponese convincente, vanificata dalla sostituzione del cambio in regime di parco chiuso, Kimi Raikkonen. Trentasette anni compiuti lunedì e la certezza di essere nella migliore delle sue stagioni ferrariste dal ritorno nel 2014. Davanti c'è il Gran Premio degli Stati Uniti, una Austin che lo scorso anno fu amara immaginando il risultato, costretto al ritiro per problemi ai freni. Ma che grinta, quella sfoggiata in pista.

Un'edizione condizionata pesantemente dal maltempo, pochissimo tempo utile trascorso a girare in pista, due sostituzioni della power unit a proiettare Vettel e Raikkonen in 16ma e 18ma posizione. Da lì una rimonta concreta, culminata nel podio, terzo gradino, di Sebastian. Mai oltre la terza piazza da quando si corre in Texas per le Ferrari. Alonso nel 2012, Vettel lo scorso anno. Podio a parte, del 2015 si ricorderà la lotta personale tra Raikkonen e le barriere. Tradito da una pista ancora umida, appena montate le gomme slick, giro 18, andò a toccare le protezioni nelle veloci esse del primo settore.

Allora Kimi sfoderò tutta la determinazione che aveva dentro, provando a disincagliare la SF15-T, con profitto. Suzuka ha raccontato un film interessante, perlomeno rispetto a quelle che erano le premesse. Non si è concretizzato in gara di una Mercedes conservativa sulle power unit, resta però il dato di una velocità in qualifica inattesa.

Andrà confermata sabato a Austin, all'attacco. «E’ un bel circuito, con un bel disegno e continui cambi di pendenza. Il fatto di non essere piatto lo rende molto interessante», racconta Raikkonen sul layout originale del COTA, a partire da curva 1 e la particolarità di staccare in salita: «Senza dubbio si può sorpassare durante la gara, ma il tratto in salita è molto breve. La pendenza aiuta a rallentare la vettura in frenata, la curva non è delle più semplici. In ogni caso è un circuito in cui la gara può essere emozionante».

Altri punti topici, le veloci esse nel primo settore e la piega continua in appoggio intorno alla torre, a descrivere un tracciato interessante. «L’anno scorso il tempo fu tremendo per quasi tutto il fine settimana, non è stato bello per nessuno, inclusi piloti e spettatori, ma fa parte del gioco. E' davvero un bel posto per un gran premio».

Sterzi a parte: Occhio che Kimi è più efficace di Vettel