Non è frequente che un pilota venga convocato dalla FIA per partecipare a due conferenze stampa del giovedì consecutivamente. A Suzuka il comportamento di Lewis Hamilton non è stato certo irreprensibile, più interessato a dare sfogo alla creatività su Snapchat che non a prestare attenzione alla platea di giornalisti e agli interventi dei piloti presenti. Non ha digerito bene nemmeno le critiche, legittime, dei media, arrivando a uno scontro frontale con il silenzio stampa nel successivo incontro organizzato dal team Mercedes, dopo le qualifiche.

Un inutile spostamento di attenzioni ed energie da quello che dovrebbe essere l'unico obiettivo in questa fase del campionato. Adesso è chiamato direttamente dalla FIA a presenziare alla conferenza stampa di Austin (alle 18:00 ora italiana), occasione buona per sanare l'episodio di Suzuka. 

Sull'accaduto, nei giorni scorsi si è pronunciato anche Niki Lauda: «Lewis non ha alcuna pressione dai media, né al contrario. A volte non vuoi parlare, che per me va bene. Altre volte parli di più. Credo sia normale per chiunque, anche i giornalisti non vogliono parlare ogni giorno. Credo possiamo risolvere tutto, non sono affatto preoccupato e la cosa non ci sfuggirà di mano. Parleremo con lui in modo che possa rapportarsi con i media in modo gentile, soprattutto quando convochiamo le nostre conferenze stampa».

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