Interlagos per togliersi una soddisfazione, provare ad andare a caccia del podio, dopo quello di Vettel "a tempo" di Città del Messico, 3 ore appena prima che venisse revocato e dato a Ricciardo. E' una Ferrari alla quale restano due appuntamenti ancora per lasciare un segno nella stagione 2016. Due podi non sarebbero consolatori, non cancellerebbero certo un'annata negativa, molto al di sotto delle aspettative sul fronte tecnico e del rendimento di Sebastian Vettel, del quale parliamo approfonditamente su Autosprint in edicola. Sarebbero piuttosto un auspicio in prospettiva futura. C'è una Ferrari che si prepara al Gran Premio del Brasile e spera di ripetere le prestazioni messicane, eccezion fatta per la disastrosa Q3 del sabato. 

Stare davanti alle Red Bull è l'obiettivo da porsi, far compagnia alle Mercedes sul podio il massimo risultato al quale aspirare, con una gara "normale". C'è poi un'altra Ferrari, quella che lontana dai circuiti registra numeri positivi nelle vendite, migliora le previsioni sui dati di chiusura del 2016 e si avvantaggia anche dei maggiori ricavi generati dalle forniture di power unit ad Haas, Toro Rosso e Sauber. Sergio Marchionne, nella conference call di presentazione dei risultati del terzo trimestre 2016, ha riservato un passaggio alla situazione vissuta dalla scuderia. Parole necessariamente di attesa, proiettate sulla prossima stagione: «L’obiettivo è tornare a essere competitivi nel 2017. Non siamo contenti dei risultati ma andiamo avanti nella strada del recupero. Vogliamo concludere la stagione nel modo migliore possibile». 

Prossima tappa, Interlagos. Un anno fa Vettel chiuse a 14" da Rosberg, Raikkonen più staccato, a 47", quarto e ultimo a pieni giri. Nel 2007 l'unica vittoria di Kimi nel Gran Premio del Brasile, quella che valse il titolo. «E’ un bel posto per correre. E’ un circuito diverso dal solito, una pista vecchia scuola. Un giro dura poco e non ci sono molte curve ma è difficile fare un buon crono e i tempi sono sempre ravvicinati: perdere un decimo qui equivale a molte posizioni in griglia». Sei piloti in 4 decimi un anno fa in qualifica: da Bottas quarto a Ricciardo nono. 

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Correre in quota, a 800 metri slm, è una delle caratteristiche del tracciato, insieme al giro da affrontare in senso antiorario: «Non esistono molti circuiti che vanno in senso antiorario (Austin, Singapore e Abu Dhabi gli altri; ndr), per cui è sempre qualcosa di nuovo». Molto più importante, un'altra caratteristica: «Spesso la pista viene riasfaltata e mentre all’inizio va tutto bene, poi anno dopo anno torna ad essere sconnessa e sempre più impegnativa. Ora hanno cambiato un po’ i cordoli e quindi anche il “ritmo” del giro. Alla fine il tracciato in sé non è troppo complicato, ma si fa sempre fatica a trovare il 100% della prestazione».

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