Nella solita conferenza stampa del giovedì con i piloti che precede i vari Gran Premi, il primo ad essere intervistato è stato Felipe Massa, visto che si tratta della sua ultima gara "in casa" poiché smetterà di correre in F1 a fine stagione: «Sarà un weekend molto speciale per me - ha detto - in questo posto dove sono cresciuto tifando Senna e Piquet. Ma sono comunque contento di tutto quello che ho fatto in questi 15 anni di Formula 1, anche se gli amici, gli altri piloti e le competizioni mi mancheranno». Se avrà particolari emozioni in gara: «Quando sei in gara pensi solo a fare le cose al tuo meglio, rimarrò concentrato per ottenere il miglior risultato per me e per il team: la lotta con la Force India è sempre molto importante. Ma probabilmente quando vedrò la bandiera a scacchi mi arriveranno un sacco di emozioni».

Poi a spiegare come sia stato bello correre a fianco di Felipe e quali siano state le sue qualità personali, vengono coinvolti anche gli altri piloti presenti, a partire da Lewis Hamilton («Mi sono divertito molto con lui anche in GP2»), quindi Sebastian Vettel («Spero tornerà a trovarci per fare qualche risata assieme, e di vedere tante bandiere brasiliane per lui sugli spalti»), Nico Rosberg, Max Verstappen e Daniel Ricciardo.

Ma una presenza inedita e inconsueta è stata invece quella di un "non pilota": parliamo del direttore di gara Charlie Whiting, che è arrivato a conferenza già iniziata per spiegare certe decisioni prese dagli ufficiali di gara nello scorso GP del Messico. In realtà, seppure con il supporto dei filmati, non ha fatto altro che ribadire quella che, almeno dal suo punto di vista, era la correttezza di tutte le decisioni prese. «Non sono d'accordo con chi dice che gli steward non utilizzino sempre gli stessi criteri - afferma rispondendo a una domanda dalla platea di giornalisti - perché ogni incidente è un caso a sé. Se si analizzano i dettagli vediamo che l'incidente A è differente dall'incidente B, e i commissari hanno moltissime immagini, moltissimi dati disponibili che invece voi di solito non vedete, ed è solo per questo che è facile dire che certe decisioni sono prese a caso».

Un esempio è quello sul "caso" Hamilton e Verstappen per i loro tagli: «La differenza principale è stata che Lewis non aveva preso nessun vantaggio, e Max invece sì. Lewis aveva reso tutto il vantaggio tra la curva 3 e la 4, viaggiando all'80%. Stavamo valutando se intervenire, ma quando abbiamo visto questo non ce n'è stato più bisogno». Ovviamente Hamilton si dice d'accordo, sottolineando: «Ogni scenario è diverso». Mentre Verstappen non è d'accordo e comunque aggiunge: «Forse dovremmo cambiare sistema nel futuro, per fare in modo che non ci sia più da dare penalità».

Fra le domande che arrivano dalla platea ai vari piloti, sorvolando sulla bistecca mangiata ieri da Ricciardo («Molto buona, mi sono divertito a mangiarla»: vi aspettavate una risposta diversa dall'australiano?), a Vettel viene chiesto: questo è stato un anno un po' così, ma vincerai? «Sì - è la pronta replica del pilota Ferrari - sono positivo e ho lo sguardo rivolto al futuro. Sapevo che ci avremmo messo del tempo. Certo l'anno scorso eravamo più avanti e le aspettative erano alte. Ma l'obiettivo resta il mondiale e siamo fiduciosi per il futuro, è solo questione di tempo».

A proposito del mondiale e quindi della lotta fra Rosberg e Hamilton, al tedesco si chiede se abbia una strategia specifica su una pista che l'ha già visto vincere più volte: «Questa pista mi piace e le due vittorie che vi ho ottenuto sono state speciali. Però ogni volta si ricomincia da zero, non è che le vittorie del passato mi aiutino a vincere di nuovo…», risponde Rosberg. Mentre Hamilton ribadisce: «Cercherò semplicemente di mettercela tutta». E quando si accenna alle possibili interferenze da parte di "altri piloti" nella lotta per il mondiale, pensando al via del Messico, Verstappen la mette sul ridere: «Sto ancora negoziando con loro su chi mi pagherà di più, vedremo domenica…».

Ma anche agli altri viene domandato se staranno più attenti nei confronti di Nico e Lewis, ottenendo risposte certamente poco "politicamente corrette" ma assolutamente veritiere, come da Ricciardo: «No, perché le gare sono gare, a inizio o fine stagione che siano. Non credo dobbiamo dare la nostra assistenza e il nostro aiuto a nessuno, anche noi dobbiamo gareggiare e cercare di superare. Sempre con rispetto, ma duri: se avrò la possibilità di vincere cercherò di coglierla». Praticamente sulla stessa linea Vettel: «È ovvio che fai la gara per arrivare alla bandiera a scacchi e cerchi di evitare certe cose. Quando gareggi contro piloti che si giocano il Mondiale, riconosci il grande lavoro che hanno fatto per arrivare in quella posizione. Ma di certo non puoi dire al tuo team che guidi cercando di stare attento agli altri…». Infine Massa: «Vorrei davvero esserci, a fare una bagarre con loro! Ma se ci riuscissi, di sicuro sarebbero loro a dover stare attenti a me, non il contrario».

E la conferenza finisce con l'addetto stampa Matteo Bonciani che su invito di Hamilton («Dai, è la prima volta di Charlie e l'ultima di Felipe») fa una foto a tutto il gruppo con il telefonino di Lewis.