La coda della bufera messicana è arrivata anche in Brasile. Come prevedibile. Le penalità inflitte a Verstappen e Vettel hanno tenuto e continuano a tenere banco. Soprattutto quella riguardante il tedesco e non solo per la richiesta di annullamento sottoposta dalla Scuderia ai commissari. Il fatto è che il quattro volte campione è ormai da tempo nell’occhio del ciclone, per mantenere le metafore metereologiche, e il suo comportamento in Messico ha scatenato una ridda di critiche e supposizioni che potete approfondire nel numero di Autosprint in edicola

Niki Lauda, durante le prime libere di Interlagos, ha commentato: Vettel è molto nervoso, perché c’è troppa pressione sulla Ferrari da parte di Marchionne e da tutta Italia”. Una pressione che Maurizio Arrivabene considera ovvia quando si fa parte del team più blasonato della Formula 1: Se si lavora in un team come questo – ha commentato durante la conferenza seguita alle FP2 - sai già che tutti i fari saranno puntati su di te: perché siamo la Ferrari. Mi metto a ridere quando me lo sento dire”

Per quanto riguarda il suo rapporto con il pilota, Arrivabene sottolinea: Non ho nessun problema con Seb: è molto emotivo e a volte ha uno stile latino più che tedesco, è molto passionale. Soprattutto quando è in gara. Ma non penso sia una questione di frustrazione, a volte può essere scontento perché avevamo aspettative diverse. Ma non è un ragazzo che molla.  Abbiamo un’ottima relazione che si basa sull’onestà. E’ un quattro volte campione del mondo, che rispetto molto: a volte si dà troppo di sé stesso ma non è una critica. E’ perché mette tanto di sé stesso in qualsiasi cosa che fa. A volte bisogna dirgli “Seb calma, tranquillizzati e dai gas”.

Infine la richiesta ai commissari di rivedere la decisione sulla sanzione a Vettel, casus belli di quanto esposto prima: “Abbiamo presentato nuovi elementi, abbiamo il diritto di farlo. Capisco le difficoltà degli steward che devono prendere decisioni quasi immediate. Non è una cosa facile da fare e anche le complicazioni del regolamento non agevolano e penso che ciò meriti la nostra attenzione per il futuro. La Formula 1 ha bisogno di semplificarsi, vedi l’unsafe release, che è regolata da una ventina di pagine: l’esercizio da fare è cancellare tutto e riscrivere le regole da capo. Anche in questo Arrivabene trova d’accordo Niki Lauda: “L’unica soluzione è togliere tutti i regolamenti e lasciare i piloti correre. Lasciateli correre come vogliono”. Vedremo se verrà dato loro ascolto.