«Sono deluso che i rappresentanti di TAG e Mumtalakat, gli altri azionisti principali in McLaren, abbiano forzato questa decisione di mettermi in congeto, nonostante i forti segnali del resto dell'amministrazione sulle potenziali conseguenze delle loro azioni sul business». Così, Ron Dennis, nel commentare l'ufficializzazione del sollevamento dalla carica di amministratore delegato del gruppo McLaren, votata dal consiglio di amministrazione, martedì.

Si è concretizzata un'uscita anticipata che circolava già da una settimana, con la rimozione di Dennis da qualsiasi incarico esecutivo. Resterà azionista, con una quota  del 25%, posizione paritaria a quella di Mansour Ojjeh, con il restante 50% nelle mani del socio di maggioranza, il fondo sovrano del Bahrain Mumtalakat. 

«I motivi sostenuti sono del tutto pretestuosi, il mio modo di gestire è lo stesso di sempre ed è quello che ha permesso a McLaren di diventare un gruppo automobilistico e tecnologico capace di vincere 20 titoli mondiali in Formula 1 e un business da 850 milioni di sterline all'anno», ha proseguito Dennis con una nota di replica all'annuncio diramato da McLaren. 

McLaren Technology Group non è solo Formula 1, cioè McLaren Racing, ma anche McLaren Automotive e McLaren Applied Technologies. Sul fronte delle competizioni Dennis ha raccolto tantissimo nei 35 anni nei quali è stato dominus della scuderia, basti pensare che 158 delle 172 vittorie ottenute da McLaren in Formula 1 sono arrivate sotto la sua gestione, iniziata nel 1981. Diciassette titoli iridati su un palmares totale di 20, tra mondiali Costruttori e Piloti. L'ultimo risale al 2008, con Lewis Hamilton, dal 2013 si è registrato un tracollo di competitività che si trascina fino a oggi. Mancanza di risultati, una partnership con Honda fallimentare, senza dimenticare un importante aspetto della gestione finanziaria recente: dal 2013, dall'uscita dello sponsor principale, una compagnia telefonica mobile, la scuderia di Woking non ha più avuto un title sponsor che supportasse finanziariamente il team. 

Autosprint, cambio della guardia per un futuro sempre più Sprint

L'aspetto finanziario è cruciale, come anticipato sul numero 43 di Autosprint, perché dall'attività Formula 1 non arrivano più gli introiti garantiti in passato, quando la scuderia era competitiva e i premi per il posizionamento nel mondiale importanti, in aggiunta servono investimenti per sostenere l'ambizioso piano industriale della divisione automotive che punta a una crescita continua da inseguire con nuovi modelli che innalzino il volume di vendite.

«Recentemente era evidente che né TAG né Mumtalakat condividevano la mia visione sulla McLaren e il suo vero potenziale di crescita. Ma la preoccupazione principale è verso il business che ho costruito e i suoi 3.500 impiegati. Continuerò a utilizzare la mia significativa quota azionaria in entrambe le compagnie (McLaren Automotive e McLaren Technology Group; ndr) e il posto nei consigli di amministrazione per proteggere gli interessi e il valore McLaren, nonché aiutare a formare il suo futuro», ha proseguito Dennis. 

«In aggiunta, ho intenzione di lanciare un fondo d'investimento sulle nuove tecnologie una volta che gli impegni contrattuali con McLaren saranno conclusi. Capitalizzerò le mie competenze, le risorse finanziarie, insieme a un investimento esterno, per inseguire le tante opportunità commerciali che mi sono state offerte negli ultimi anni, ma che non ho potuto cogliere per l'impegno profuso sul business esistente».

In attesa che venga nominato un nuovo CEO di McLaren Technology Group, le funzioni di Ron Dennis saranno ricoperte a interim da un comitato esecutivo con all'interno gli azionisti di maggioranza del gruppo.