Qualcuno che la pensa diversamente. Per una Formula 1 che si ritiene debba riappropriarsi delle proprie radici europee, della propria storia - e in parte segnali di un riavvicinamento si registrano anche sotto forma del ritorno del Gran Premio di Francia nel 2018 - c'è chi, Franz Tost, team principal della Toro Rosso, ritiene che il processo dovrebbe essere un altro: continua espansione, raggiungere aree oggi escluse dal calendario.

Tesi in linea di principio anche valida, che si scontra con una realtà di tanti, troppi gran premi privi di una base di appassionati, senza una cultura motoristica alle spalle che supporti nel tempo la logica di ospitare una gara di Formula 1. Circuiti sorti in molti casi come cattedrali nel deserto, anzitutto di interesse. «Credo dovremmo guardare ad altre destinazioni, ci sono troppi gran premi in Europa. So di avere una visione diversa rispetto ad altri, ma dovremmo andare in Sud Africa, ci servono più gare negli Stati Uniti, dovremmo andare in Argentina e anche l'India sarebbe un mercato importante». India a parte, esempi anche condivisibili.

Di un ritorno di Kyalami in calendario si discute da tempo, la pista è di proprietà di Porsche e l'ultima volta che ospitò un gran premio di Formula 1 fu nel 1993, mentre un piano di espansione negli States non è tra gli obiettivi a brevissimo termine della nuova proprietà Liberty Media, ma in futuro potrebbe interessare la categoria.

«La Formula 1 è uno sport globale. Nel 2015, mezzo miliardo di tifosi in tutto ha seguito le gare. Numeri che vengono ottenuti solo dai mondiali di calcio e dalle Olimpiadi. Abbiamo gare ogni due settimane, il prodotto funziona ancora bene ma andrebbe fatto qualcosa sulla capacità di raggiungere tutti», ha proseguito Tost.

C'è spazio anche su considerazioni più strettamente sportive. Dalla capacità di compattare i team al vertice nel 2017 e creare maggior incertezza, alla semplificazione regolamentare, specialmente nei duelli tra piloti, che vanno lasciati liberi di correre: «Spero che Red Bull e Ferrari possano recuperare, viceversa molti finiranno col non seguire la Formula 1. Le gare hanno bisogno di offrire maggior divertimento. Il pubblico vuole vincitori diversi, vuole incidenti: non feriti, ma contatti. E' quel che sento dire ai miei amici, che erano abituati alle collisioni in partenza. Le penalizzazioni devono sparireI piloti dovrebbero semplicemente correre, non abbiamo bisogno di regole. Quando lotti con un tuo avversario rischi di danneggiare la macchina: lasciamoli correre, quando faranno un incidente, avranno fatto un incidente. E' parte del gioco e dello show».

Il calendario del mondiale 2017