Nella storia vengono riconosciute universali cesure. E il 2017 verrà ricordato come l'anno fatale della Formula 1.

A.B. e P.B. Ante Bernie e Post Bernie. Senza farla grossa, diamo a Cesare ciò che è di Cesare: Bernie Ecclestone, amatelo, odiatelo o non consideratelo affatto (se ne siete in grado), è stato mandato in pensione.

O, per dirla in maniera meno brutale, ha ceduto il proprio ruolo a Chase Carey. Comprensibile che il senescente padre della Formula 1 moderna cedesse il passo a un più giovane erede.

Meno prevedibile, fino a sei mesi fa, che l'indiscusso padrone del vapore sarebbe stato soggetto a una altresì repentina fine. Greg Maffei, il numero 1 di Liberty Media (la società che ha acquisito la Formula 1, per chi ancora non lo sapesse) ha così commentato la dipartita di Bernie: “Siamo lieti di aver concluso l'acquisizione della Formula 1 e Chase (Carey, Ndr.) sarà a capo di questa azienda. Ci sono enormi opportunità di crescita in questo sport e nutriamo grande fiducia in Chase, per la sua abilità e la sua esperienza: è la persona giusta per realizzarle. Voglio ringaziare Bernie Ecclestone, che diventa Presidente Emerito, per il suo enorme successo nel costruire la considerevole reputazione di questo sport”.

Carey, il baffone ex capo della Fox, ha commentato: “Sono emozionato di assumere il ruolo di Ceo. La Formula 1 ha un potenziale enorme e opportunità non sfruttate. E mi ha fatto piacere sentire dai fan, dai team, dalla FIA, dai promoter e dagli sponsor le loro idee e le speranze per questo sport. Lavoreremo insieme a tutti questi partner per accrescere nuove dimensioni a questo sport e guardiamo avanti per condividere gli obiettivi”.

Doveroso un omaggio a colui che l'ha brevemente introdotto nel tendone del circo: “Devo ringraziare Bernie per la sua guida nel corso dei decenni. Questo sport oggi è ciò che è grazie a lui e al talentuoso team di manager che ha guidato. E sarà sempre parte della famiglia della Formula 1. Il ruolo di Presidente Emerito si addice all'incredibile contributo che ha dato alla Formula 1".

Lui, il monarca deposto, il Re Sole della Formula 1, ufficialmente ha dichiarato: “Sono orgoglioso di quanto costruito negli ultimi 40 anni e vorrei ringraziare tutti i promoter, i team, gli sponsor e i media con cui ho lavorato. Sono lieto che i miei affari siano stati rilevati da Liberty Media e che abbiano intenzione di investire nel futuro della Formula 1. E sono certo che Chase presiederà al suo ruolo nel modo migliore per questo sport”.

E ora che succede? Bernie Ecclestone non è certo stato un "re travicello" tuttavia è prevedibile che la nuova era, quella americana, non sarà priva di cambiamenti. L'era digitale in un mondo, mediaticamente, conservativo. E poi? Probabilmente il monopolio delle scommesse digitali e un deciso giro di vite all'attuale rapporto tra F1 e team. Il Re (non) è morto. Viva il Re?