Già quando parlava da consulente di Liberty Media, Ross Brawn aveva chiare idee su cosa mancasse alla Formula 1 e i correttivi da apportare. La necessità di adottare una visione di prospettiva, programmatica e concentrata sul medio periodo, anziché una rincorsa all'immediato. Conferma quale sarà il modus operandi che adotterà da managing director degli aspetti sportivi della Formula 1, anticipato sul finire del 2016, quando si interrogava sulla strada da intraprendere in tema di power unit oltre il 2020.

«Gestirò gli aspetti sportivi, voglio sviluppare insieme a tutti gli altri attori in Formula 1, la FIA, le squadre, una visione su dove vorremo essere nei prossimi anni.  Sento, e so dalla mia esperienza, che la Formula 1 tende a reagire: ha un problema, reagisce e prova a trovare una soluzione, ma raramente ha la visione su una prospettiva a 3-5 anni per decidere dove vorrà essere», ha annunciato alla BBC.

Brawn dovrà mettere insieme le istanze di tutti quei portatori di interessi che costituiscono la Formula 1, finora composti all'interno di una struttura federale che vede nello Strategy Group e nella F1 Commission le sedi all'interno delle quali creare una visione comune. Dovrà essere una Formula 1 più accessibile per chi la segue dal vivo o in tv, significa agire per semplificare le corse: «Credo sappiamo quel che vogliono i tifosi, vogliono intrattenimento, vogliono i sorpassi, gare ravvicinate, essere in grado di capire cosa sta accadendo. E ritengo che tutti siano concordi su ciò. Si tratta di trovare la strada con tutti gli altri team e le persone coinvolte per raggiungere l'obiettivo. La semplicità è l'obiettivo chiave per il futuro. Ho seguito da spettatore la Formula 1 negli ultimi anni e c'erano momenti nei quali nemmeno io ero certo di cosa stesse accadendo in gara. E' uno sport grandioso, una combinazione favolosa di piloti e delle loro personalità, di competizione tra loro, e le monoposto con tutto il resto. Dobbiamo semplicemente capire come possiamo migliorare lo spettacolo».

Jacques Villeneuve si è pronunciato in senso fortemente critico sull'approccio teso a ricevere le istanze del pubblico per una Formula 1 che fosse vicina alle loro richieste, portando a emblema di tutti i mali l'adozione del DRS. Dalla gestione Carey ci si attendono risultati migliori sullo spettacolo vero, chiaramente senza dimenticare l'elemento cruciale rappresentato dalla FIA, detentrice del potere normativo in campo tecnico e sportivo. «I tifosi vogliono le corse e non ne abbiamo viste molte. Abbiamo assistito a una gran competizione tra due piloti della stessa squadra negli ultimi anni e non è una colpa della Mercedes. Hanno fatto un lavoro favoloso. Ovviamente esistono diverse tipologie di tifosi, e qui sorgono le complicazioni. Ci sono quelli che vanno alle gare, chi le segue in tv, chi attraverso altri media. Va trovato un equilibrio tra tutte queste richieste. Vogliamo che la gara sia lo show più grande possible, in modo tale che chi va a seguire un week end abbia intrattenimento dall'inizio alla fine».

Un ultimo passaggio lo riserva agli organizzatori dei gran premi. Le difficoltà di Silverstone sono cronaca di queste settimane, con l'incertezza se far scattare o meno la clausola che permette al promoter interrompere l'organizzazione del Gran Premio di Gran Bretagna dal 2019. Con loro come con tutti gli altri circuiti parlerà Liberty Media, attenta a preservare le radici della Formula 1 e gli appuntamenti in Europa: «Silverstone è molto importante, l'essenza della Formula 1 è la tradizione. Tanti nuovi circuiti sono emozionanti e portano nuovi elementi alle categoria, ma ci sono perché vogliono far parte di uno show che include Monaco, Silverstone, Monza, Hockenheim o il Nurburgring. Sono tradizioni da mantenere per avere i valori della Formula 1. Tutti i promoter sono sotto pressione e prossimamente passeremo in rassegna la posizione di ognuno e vedremo cosa si potrà fare».