Ha detto basta lo scorso anno ad Abu Dhabi, non nel modo desiderato, ma con un ritiro. Jenson Button torna, riassaporerà antiche sensazioni e al tempo stesso nuovissime a Montecarlo. Sostituirà Fernando Alonso, che preferisce altri lidi, altre sfide, alla speranza di concludere la gara nel Principato e, nella migliore delle ipotesi, agguantare qualche punto ai margini della zona punti. 

«Ovviamente quando si è presentata la possibilità di correre a Monaco l'ho afferrata al volo. Non voglio correre un'intera stagione in Formula 1, perché ho fatto il mio tempo. Ho amato gran parte della mia carriera ma era il momento di prendermi una pausa», racconta il pilota inglese a Sky Sports. Non ha partecipato ai test in Bahrain, occasione buona per familiarizzare con una monoposto radicalmente diversa nelle caratteristiche tecniche rispetto alla MP4-31 guidata lo scorso anno, eccezion fatta per l'assenza di prestazioni e affidabilità della power unit Honda, purtroppo per McLaren un "grande classico".

«Tornare per il Gran Premio di Monaco è il sogno di qualsiasi pilota. Rientrare per una singola gara, la più glamour di tutto il calendario, fa tornare l'emozione. Ti torna quando l'impegno è solo per un'uscita», prosegue Button, il cui "apprendistato" passa dal simulatore.

«C'è così tanto da reimparare, però sali sul simulatore e dopo 5 giri ti accorgi "Oh, bene, ci so ancora fare!". Sono ancora capace di far girare la macchina in curva, so ancora cambiare, frenare e gestire l'acceleratore. Sono cose che non ti abbandonano mai». Fondamentali ovvi.

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Lo scorso anno chiuse al nono posto, il sesto quale miglior risultato nell'era turbo ibrida, lui che per tre volte è riuscito a salire sul podio monegasco. Nel 2004 la "prima", ai tempi della BAR, secondo, poi la vittoria del 2009 su Brawn GP e l'ultimo risultato degno di nota nel 2011, terzo con McLaren. 

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