Ha gli occhi lucidi Lewis Hamilton mentre prende tra le mani il casco di Ayrton Senna, premio per la 65esima pole in carriera. Perché ricevere una reliquia del proprio mito non ha prezzo, nemmeno per un uomo che può permettersi un jet privato. Se l’è meritato: nelle qualifiche del GP del Canada The Hammer è tornato, assestando una martellata poderosa, che ha infranto le speranze del valido contendente Vettel. Lewis eguaglia Ayrton e firma la sesta pole in Canada, sullo stesso tracciato dove tutto iniziò dieci anni fa, quando da rookie si mise dietro il compagno di squadra Alonso. 

Sulla prestazione odierna del pilota Mercedes c’è poco da dire: un capolavoro. Al primo tentativo in Q3 ha strabiliato il pubblico canadese con un tempo di 1:11.791, diventando il primo uomo a scendere sotto l’1’12 a Montreal. Ma non bastava: quando Vettel si è fatto troppo sotto il toro ha visto rosso e ha regalato un giro da antologia, chiudendo in 1:11.459
“Sono così felice oggi, non riesco a crederci – ha commentato Hamilton davanti alle tribune colme -. E’ stata una battaglia molto serrata con la Ferrari, ma ho dato tutto e ho sparato tutte le cartucce. E’ stato un giro sexy, grandioso, il primo settore è stato fantastico ma ho migliorato anche nel secondo e nel terzo”.

Dal disastro monegasco agli allori canadesi. La W08 così bizzosa a Montecarlo oggi si è adattata perfettamente allo stile di Hamilton, che da vero animale da qualifica, l’ha spremuta al meglio: “Abbiamo lavorato tantissimo per correggere i problemi che abbiamo avuto con la macchina – ha proseguito Lewis in conferenza stampa - e i ragazzi hanno fatto un lavoro fantastico, capendo dove potevamo migliorare. La Ferrari era sembrata essere in vantaggio ed essendo un circuito cittadino ci sono molti rischi. Ho cercato di tenere il miglior giro per ultimo, costruendo la strategia giro dopo giro con costanza”

A Monaco le ultrasoft erano state la nemesi di Hamilton, così il pilota la scorsa settimana è andato a Brackley, quartier generale Mercedes, per vedere assieme agli ingegneri come migliorare. Missione evidentemente compiuta: “Non è facile mandare in temperatura le ultrasoft al primo giro ma ho lavorato molto su questa gomma e oggi era il giorno giusto per mettere in pratica il lavoro svolto e questo giro è andato alla perfezione dall’uscita all’ultima curva, che è sempre stata un mio punto di forza”

Comunque vada la gara Lewis potrà comunque mettere al posto d’onore tra i suoi trofei il casco di Senna, consapevole di poter raggiungere e superare entro la fine della stagione un altro idolo del pantheon a motore, Michael Schumacher, primo con 68 pole.