Inutile nascondersi dietro a un dito: Lewis Hamilton ha giganteggiato in gara come in qualifica, a Montreal, tenendo un passo velocissimo pur controllando la situazione. Basti pensare che è suo il giro più veloce in gara (1'14"551 al 64° passaggio) ottenuto con gomme supersoft quando altri (Vettel) hanno sfruttato le ultrasoft fresche a serbatoi scarichi. Insomma, ben difficilmente qualcun altro l'avrebbe impensierito, come del resto non è riuscito a fare un pur efficace Valtteri Bottas, e il suo 56esimo successo di carriera non è stato né casuale né tantomeno fortuito. 

Detto questo, in una giornata nella quale la Ferrari ha tantissimo da recriminare e ben poche cose sono andate per il verso giusto, nondimeno sono riusciti a limitare i danni ad un livello impensabile, per come si stava sviluppando la gara ad un certo punto. Sebastian Vettel si è fatto prendere a tenaglia tra Verstappen e Bottas al via, rimettendoci l'ala. Un avvio che andrà investigato tecnicamente, perché scattato troppo piano quando invece Max è stato capace di superarne tre. Inutile dare colpe a chi parte meglio: l'olandese era del tutto davanti anche se ha un po' chiuso l'ingresso alla prima curva, purtroppo certe cose al via succedono anche se sarebbe preferibile di no. 

Da quel momento Vettel ha sofferto prima di tutto la necessità di sostituire il musetto: purtroppo la safety car non ha permesso di valutare subito l'effetto del danno, maggiore del previsto, perché se avessero deciso di cambiarlo immediatamente avrebbero perso meno tempo. Poi Sebastian ha patito anche altri problemi al fondo, causati pare da una scordolata infelice nel giro di preschieramento. Comunque dopo questi problemi, il tedesco ha corso in modo molto aggressivo (incredibile il sorpasso su Ocon) ed è stato spalleggiato da una buona valutazione del team nel fargli fare una seconda sosta. Sarebbe bastato davvero poco per arrivare lo stesso a podio, nonostante tutto, e comunque il 4° posto permette di mantenere la testa del Mondiale per 12 punti ancora, in quello Piloti (fra i team torna invece davanti la Mercedes di 8 punti). 

Male, anzi peggio, anche per Kimi Raikkonen. Ma anche lui non stava andando malissimo dopo i danni iniziali, quando ha scodato toccando il muretto. Ciò ha un po' rovinato il set-up (e per fortuna che non si è rotto nulla) ma come se non bastasse ha pure avuto problemi di surriscaldamento freni che gli hanno impedito di attaccare e Force India quando aveva Seb ancora dietro. Anzi, è già qualcosa che sia riuscito a difendere il 7° posto finale da Nico Hulkenberg

Gara efficace anche se con un finale in difesa, peraltro gestito benissimo, per Daniel Ricciardo. Ma ben più rilevante quella delle Force India, oltretutto galvanizzata dai battibecchi via radio tra i box e Sergio Perez, che si voleva favorisse un poco Esteban Ocon. Il francese aveva raggiunto il messicano anche grazie a gomme più fresche (aveva sostato 9 giri dopo) però Perez non ci stava a rinunciare a insidiare Ricciardo appena davanti, peraltro senza riuscirci. Si dice che se Esteban era più veloce di Sergio allora doveva dimostrarlo superandolo, ma è anche vero che su un compagno di squadra non vai a rischiare come su un altro avversario. Resta un massiccio risultato di squadra (5° e 6°) ma anche il dubbio che il comunque bravissimo Ocon potesse "rischiare" di andare a podio. 

Gara interessante anche nelle retrovie: oltre a Hulkenberg si è stavolta messo in evidenza Lance Stroll. Il canadese ha ben figurato sulla pista di casa, e non solo per i primi punti conquistati col nono posto: magari con un po' di titubanza, ma ha cercato di lottare contro piloti ben più esperti (fra questi anche "un certo Alonso") senza trattenersi più di tanto, provandoci un po', ma soprattutto senza fare castronerie. Bene così. Questo quando Felipe Massa è stato invece incolpevolmente estromesso di gara subito al primo giro. 

Al momento in cui scriviamo è ancora in corso l'investigazione per l'incidente tra Massa e Sainz, per il quale è stato convocato anche Romain Grosjean con il quale Carlos ha avuto il contatto iniziale. Di fatto, i tanti avvenimenti di gara e soprattutto il ritiro di Fernando Alonso, a lottare stabilmente per i punti ma alla fine abbandonato dal motore (bellissimo che dopo il ritiro lo spagnolo si andato in tribuna tra i fans), è stato proprio il francese della Haas a prendere l'ultimo punto disponibile, difendendolo con i denti da Jolyon Palmer e Kevin Magnussen. Insomma, una gara molto movimentata anche se solo dal terzo posto in poi: Speriamo solo che il prossimo GP a Baku lo sia anche per le prime posizioni, ma non si può certo dire che la F1 2017 stia annoiando.