In termini puramente velocistici le Red Bull "pagano" ancora qualcosa rispetto a Ferrari e Mercedes, ma in gara vanno sempre tenute in considerazione. Per cui anche se è vero che i ferraristi hanno avuto dei problemi, tuttavia non sono stati quelli a far capitare al secondo posto la RB13 di Max Verstappen dopo la partenza: «Ho avuto uno scatto veramente buono - spiega l'olandese - senza far pattinare le gomme, così ho potuto tenere giù il gas guadagnando qualche posizione. Ho avuto un piccolo contatto con Seb alla prima curva, ma può succedere quando entri dall'esterno. Da quel momento ho avuto un buon passo, ma pensavo solo a preservare gomme e freni perché non avevo alcuna possibilità di prendere Lewis». Poi il ritiro dopo soli 10 giri, spiegato dal team con un problema alle batterie: «Stavo pensando solo alla gara quando all'improvviso si è spento tutto. Immagino che le corse siano così, ma alle volte ti puoi stancare di tutte queste delusioni»

Minori problemi invece per Daniel Ricciardo, che avendo però montato gomme soft al pit-stop si è poi ritrovato a dover difendere la terza piazza contro avversari con gomme di mescola più morbida. «È stata dura oggi - è il commento dell'australiano - perché montare le soft è stata una buona cosa per arrivare alla fine (dal 17° giro della sosta sui 70 di gara, ndr) ma quando avevo Sergio addosso non ho potuto permettermi il minimo errore. Specialmente nell'ultimo settore per non consentirgli di usare il DRS. Non è stato semplice perché il grip era basso e c'era vento. Non è stato il terzo posto più facile, e quando ho visto la bandiera a scacchi ho pensato: "Sì, ora posso finalmente respirare". Lo "shoey" sul podio? Non avevo intenzione di farlo ancora, ma tra i cori della folla e Sir Patrick coinvolto…».

«Lasciare con un podio Montreal, che è una delle piste in calendario più impegnative per noi, è un risultato positivo. Peccato per Max, ma sono sicuro che verrà presto il suo momento», aggiunge infine il team principal Chris Horner.