Un 1'14"551 ha rappresentato la ciliegina sulla torta, quel che mancava per firmare il Grand Chelem (pole, vittoria, giro più veloce e comando della corsa dall'inizio alla fine) e portarsi a casa il Gran Premio del Canada nel modo più ampio che potesse esserci. A sei giri dal termine il giro veloce in gara, giura non un semplice esercizio per rimpinguare la statistica né per tenere alta la soglia dell'attenzione di una corsa in solitaria. «Non è stato semplicemente per divertimento che ho spinto per fare il giro più veloce. Dovevo portare la macchina al limite e dare dei riferimenti agli ingegneri. Ci sono molteplici scenari nei quali puoi portare la macchina e dovevamo vedere come reagivano le gomme o come si comportava sui cordoli. Quel giro mi ha fornito tante informazioni sulla macchina e anche su come devo assettarla per la gara. Se non l'avessi fatto, avrei avuto un po' di informazioni in meno dopo la gara»

Nella prima occasione dell'anno senza Sebastian Vettel sul podio, al contrario con la prima doppietta Mercedes dai tempi di Abu Dhabi 2016, Lewis sente che si è trattato di «un gran colpo inferto alle Ferrari». E' mancato il confronto diretto, certo non la velocità alla Rossa e davanti si prospetta l'Azerbaijan, un anno fa andato di traverso a Hamilton, tra errore in qualifica e difficoltà in gara nel regolare da solo i parametri dal volante per risolvere una configurazione del sistema ibrido, allora con il divieto di coaching via radio. 

Montreal, Baku e Zeltweg sono, sulla carta, piste con caratteristiche di asfalto potenzialmente problematiche per Mercedes. L'analisi dei dati di Monaco ha consentito al team di attuare i correttivi all'assetto della W08 per superare le difficoltà nel mandare uniformemente nella finestra di funzionamento le gomme anteriori e posteriori, in particolare le mescole ultrasoft, Baku dovrà confermare la validità della strada intrapresa: «Quel che abbiamo imparato a Monaco avrà senza dubbio un impatto a Baku. E' una pista molto più lunga, molto più piatta e liscia. L'efficienza aerodinamica sarà importante, ad esempio non devi utilizzare un assetto troppo morbido. Lo scorso anno sono stato molto veloce, semplicemente non ho ottenuto il risultato finale (quinto a 56" da Rosberg; ndr) e il piano è di riuscirci quest'anno. Credo che l'elemento più complicato saranno le gomme, non sono sicuro quali avremo (medie, soft e supersoft; ndr), saranno simili a quelle avute qui ma con queste gomme sarà complicato portarle nella giusta finestra su una superficie molto liscia. Sarà una sfida per tutti».

Sul fronte gomme, a ridosso del Gran Premio del Canada, si è discusso dei presunti vantaggi avuti da Vettel e la Ferrari nello svolgimento dei test con le monoposto 2015 modificate. Ferrari, Red Bull e Mercedes hanno supportato il gommista nel programma di sviluppo e Sebastian Vettel è stato tra i piloti in assoluto più attivi, dove Mercedes, invece, ha "spremuto" Pascal Wehrlein, vero stakanovista e macinatore di chilometri con le gomme prototipo che hanno portato all'attuale generazione di coperture. Hamilton? Si è dato alla macchia, mai presente se non per pochissimi assaggi (Abu Dhabi). Lo stesso Lewis, nei mesi scorsi, difendeva la sua scelta di non aver preso parte al programma, bollando le sessioni come "inutili", talmente diversi erano i muletti rispetto alle monoposto 2017, in termini di carico aerodinamico generato. 

A dire la propria sul convincimento che Vettel abbia avuto concreti vantaggi dallo svolgimento dei test con Pirelli lo scorso anno, Paul Hembery«Sì, Sebastian ha fatto molti test, ci ha fornito molti riscontri e lo ringraziamo, era quel che volevamo: i top drivers a darci buoni feedback. Ma non sapendo realmente quel che stava provando, al più può aver avuto un aiuto psicologico, ma dubito che nella pratica possano essere stati d'aiuto i test». 

Quanto ai problemi Mercedes nell'attivazione corretta delle gomme, Hembery aggiunge: «Il problema attuale della Mercedes è legato a determinati circuiti: a Barcellona sono andati bene, a Silverstone e Spa andranno ugualmente. Sono le piste con bassi livelli di aderenza quelle sulle quali hanno avuto un po' di problemi in più, ma sono sicuro li risolveranno durante la stagione».

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