Per un istante migliaia di automobilisti italiani hanno potuto calarsi nei panni di Sebastian Vettel, coinvolto in un “tamponamento semaforico” con Lewis Hamilton. Un episodio chiave, nonché emblematico del livello di pathos e aggressività raggiunto dalla sfida tra il tedesco della Ferrari e il britannico Mercedes. Al giro 19, poco prima che rientrasse la safety car, Hamilton ha staccato in uscita curva e Vettel gli è andato contro. Infuriandosi. E dopo essersi sbracciato, ha reagito col sangue alla testa dando una bella ruotata all’avversario. Se non l’avesse fatto, mantenendo la calma, avrebbe vinto la gara. 

Ma col senno di poi sono capaci tutti. Vettel è stato protagonista di un calcistico “fallo di reazione”, istigato da una manovra discutibile di Hamilton. Nel dopo gara Lewis ha negato ogni responsabilità facendo l’offeso, Seb era scuro come non mai. La direzione gara gli ha imposto una penalità di 10 secondi: scontandola ha consentito a Ricciardo di vincere, riuscendo a tagliare il traguardo al 4° posto davanti all’avversario. Risultato che gli permette di guadagnare punti in classifica piloti, a voler guardare il bicchiere mezzo pieno, una vittoria mancata a guardarlo mezzo vuoto. Sceso dalla sue Ferrari Vettel non ha dubbi sulla paternità della colpa: “Hamilton ha frenato un paio di volte, anche un paio d’anni fa in Cina era accaduta una cosa simile. Il problema è che se facevo fatica a stargli dietro io che ero secondo, immaginate a quelli che erano dietro di me. Semplicemente: non si fa così. E' davvero un gran peccato perché il nostro risultato avrebbe potuto essere migliore. Sinceramente non ho capito perché io ho preso una penalità e lui no. Quindi si sono arrabbiato".

Scuro Vettel, cinereo il team principal Maurizio Arrivabene, che sostiene il proprio pilota: “Non vogliamo recriminare perché non è nel nostro stile. Ma partendo da quanto è successo tra Bottas e Kimi arrivando a Sebastian viene da dire: siamo in Formula 1 o al Colosseo? Ci siamo battuti e purtroppo i fatti non ci hanno dato ragione, in Austria ci riproveremo più determinati di prima”.

Sul contatto si è espresso anche Niki Lauda, schierandosi dalla parte del suo pilota e Arrivabene replica così all’ex campione:Lauda può dire quel che vuole non stiamo zitti e lavoriamo. Lui ha i suoi punti di vista e noi i nostri. Ci rivedremo in Austria, lui continuerà a parlare e noi continueremo ad ascoltarlo”.

Polemiche (comprensibili) a parte, Vettel oggi ha dimostrato nuovamente di avere un caratterino bello tosto. Rientrato in pista dopo la bandiera rossa invocata da Alonso per ripulire la pista, Seb ha lottato con le unghie e coi denti per tenersi Hamilton alle spalle, macinando giri veloci e mantenendo un ritmo altissimo: “La macchina andava molto bene e il passo gara era molto buono – ha proseguito Vettel -. Credo si sia potuto vedere. Perdevamo qualcosa in rettilineo, ma nel complesso penso proprio che sia stata una bella gara”.