Dopo l’uscita di scena e l’estromissione da qualsiasi ruolo esecutivo in McLaren sul finire del 2016, Ron Dennis conservava ancora un pacchetto azionario importante in McLaren Automotive – la divisione specializzata sul prodotto stradale del marchio di Woking – e McLaren Technology Group, entità sotto la quale rientra anche il reparto corse, McLaren Racing. Ron Dennis, Mansour Ojjeh e il fondo sovrano bahrenita Mumtalakat: questa la triade azionaria che ha gestito il business McLaren fino a oggi.

Adesso si registra una variazione, con l’acquisto della quota azionaria in capo a Ron Dennis da parte del McLaren Group, struttura sotto la quale finiscono riunite sia McLaren Technology Group che McLaren Automotive, con a capo, rispettivamente, Zak Brown nel ruolo di direttore esecutivo e Mike Flewitt, amministratore delegato della seconda. Confermato anche il ruolo di Jonathan Neale, direttore operativo di McLaren Applied Technologies.

Al vertice del McLaren Group sarà lo sceicco Mohammed bin Essa Al Khalifa, presidente esecutivo nonché azionista di maggioranza affiancato da Mansour Ojjeh, che sarà presidente del Comitato esecutivo.

«Sono felice di aver raggiunto un accordo con i miei compagni azionisti in McLaren. Rappresenta la corretta conclusione del mio tempo in McLaren e mi permetterà di concentrarmi su altri interessi. Ho sempre detto come i 37 anni trascorsi a Woking andavano considerati come un capitolo nel libro McLaren, alla quale auguro ogni successo nel prosieguo della sua storia», ha commentato Dennis.

La cessione della quota azionaria, secondo indiscrezioni riportate da Sky News, frutterà a Dennis qualcosa come 275 milioni di sterline, oltre 310 milioni di euro al cambio attuale.

La McLaren da Ron Dennis a Zak Brown

Nel futuro di Dennis si prospetta un ruolo di consulente del ministero della Difesa nel gruppo responsabile per l’Innovazione, per «aiutare a incrementare la tecnologia, la cultura e l’organizzazione che insieme proteggono la sicurezza nazionale nel Regno Unito» spiega, oltre a dirigere la fondazione benefica Dreamchasing, impegnata a supportare le ambizioni dei giovani, seguendoli nel loro percorso e sostenendoli economicamente: «Ha funzionato con Lewis Hamilton, che presi sotto la mia ala quando aveva appena 12 anni ed è diventato campione del mondo di Formula 1 con McLaren nel 2008, è stata l’ispirazione per fondare Dreamchasing. Adesso che si è concluso il mio tempo in McLaren, potrò impegnarmi in una serie di altri programmi e attività, specialmente incentrati sul servizio pubblico».