Nelle prime 9 posizioni, troviamo 6 motori Mercedes, 2 Ferrari e 1 Renault: insomma, due terzi esatti con la stella. È un dato che da solo permette di capire molto di quanto successo a Monza, dove Lewis Hamilton ha spadroneggiato tanto da far segnare giri veloci a raffica anche senza necessità, semplicemente perché "gli uscivano". Certo è un po' frustrante che guadagni la testa della classifica mondiale proprio "in casa" della Ferrari, ma 3 punti non sono una tragedia (più "disturbanti" i 36 secondi di vantaggio a fine gara su Vettel) anche perché, come detto a gara conclusa da Toto Wolff, se questa «è stata la gara più facile della stagione», ha pure aggiunto «ma vedremo a Singapore, là le cose torneranno a farsi difficili». Insomma, Monza è una pista troppo particolare perché quanto visto oggi debba ripetersi "automaticamente" in futuro.

In ogni caso, non ci si può stupire più di tanto. La prestazione di Spa aveva fatto un po' sperare, ma il metro di quanto successo a Monza lo dà anche Valtteri Bottas: partito non benissimo e finito 5°, ha superato gli altri al ritmo di uno per ogni volta che entrava in rettilineo (Raikkonen addirittura in quello prima della Parabolica) così al quinto giro era già secondo quasi senza colpo ferire. Poi si è accontentato di coprire le spalle a Hamilton (non che ce ne fosse davvero bisogno…) ottenendo un secondo posto che rafforza la terza posizione in classifica: sono 197 punti contro i 238 di Lewis e i 235 di Sebastian, oltre ai 144 di Ricciardo che lo segue in campionato.

Da parte sua, Sebastian Vettel raggiunge un terzo posto sofferto. Da un lato va detto che pur senza poter emulare Bottas, all'inizio ha raggiunto la terza posizione abbastanza "regolarmente" (cioè senza situazioni strane) nel giro di 8 tornate, tenendola poi senza particolari problemi se non sul finale. Quando cioè Ricciardo si è fatto minacciosamente sotto. Però Seb ha controllato bene la situazione mantenendo il terzo posto finale. Importante, non solo per i punti ma anche perché gli ha dato l'occasione di poter "arringare" la folla dal podio, dal quale ha cercato di tranquillizzare i tifosi dicendo sostanzialmente che il campionato è tutt'altro che concluso e che la Ferrari ha ancora parecchio da dire. Fortunatamente, non crediamo sia solo un discorso "politico", ma realmente sentito dal tedesco.

Risultato deludente da parte di Kimi Raikkonen, ma sarebbe ingeneroso valutare la sua gara solo con la classifica finale. Dopotutto al via è riuscito a rubare la quarta posizione a suon di ruotate a Bottas, contro il quale non ha avuto però alcuna possibilità una volta tornati su un rettilineo da potenza. Poi quando ha raggiunto Stroll e Ocon, si è giocato di undercut, ma una sosta lenta gli ha permesso di superare solo il canadese. In più si è di conseguenza ritrovato verso la fine a gomme più "fruste" degli altri e con un retrotreno troppo ballerino, tanto da rischiare vari testacoda (detto da lui). Insomma, non lo si può accusare più di tanto se non è riuscito a resistere a Ricciardo quando l'ha attaccato con una Red Bull dotata di gomme più fresche e più morbide (roba da 2 secondi al giro, che volete che sia…).

Ma parliamo di una delle cose più belle viste in questo GP: la gara di Daniel Ricciardo, appunto. L'australiano è stato una volta di più incredibile, guadagnando posizione su posizione nei primi giri nel "mucchio" pur partito con gomme soft (cioè più dure degli altri) e quando è passato alle supersoft si è addirittura scatenato. A quel punto il "pacchetto" pilota-macchina-gomme è parso irresistibile: si è bevuto Raikkonen con una staccata "da lontano" e ha conquistato il giro più veloce della gara. Non è riuscito a raggiungere Vettel per togliergli il 3° posto, ma non c'è mancato tanto. Questo quando invece Max Verstappen incamera un'altra gara negativa: parte "a fionda" ed è già 8° dopo il primo giro, ma poi esagera nella lotta con Massa rimediando una gomma buca. Riuscirà a risalire bravamente fino al 10° posto finale, ma ovviamente poteva essere tutt'altra storia. Però anche lui deve capire che certe manovre riescono solo la metà delle volte…

Bravi gli inseguitori, Esteban Ocon su tutti e non solo perché effettivamente davanti con il suo 6° posto finale. Bravo al via dove sale addirittura 2° e senza "pazzie", ma anche nel prosieguo della gara e nel controllare il ritorno delle Williams. Bene pure Lance Stroll: partire a fianco di Hamilton potrebbe mandare in confusione chiunque, ma pur non scattando benissimo non ha fatto castronerie e ha proseguito una gara consistente e senza errori. Questo nemmeno sul finale quando ha difeso il 7° posto da Felipe Massa, in modo sì deciso ma non "impanicato": il ragazzino canadese sa ragionare quando il gioco si fa duro, e non è poco per un "deb". Massa completa un buon risultato di squadra, e lo stesso di può dire per Sergio Perez 9°, evidenziando però che il messicano era quello partito più indietro, del gruppetto.

Un pensiero finale va a Fernando Alonso e a Stoffel Vandoorne: speriamo non cali la motivazione a nessuno dei due, perché anche il belga è stato bravo nel weekend, specie quando ha conquistato la top ten in qualifica. Peccato che poi proprio lì il motore l'abbia tradito, condannandolo poi ad essere ulteriormente retrocesso in griglia, cedendo poi anche in gara. Avvilente che nel caso di Alonso l'abbia lasciato a piedi a 2 giri alla conclusione, vanificando i precedenti 50 di gara. Speriamo sia vera però una voce: Fernando si sarebbe ritirato apposta dopo aver avvertito un problema al cambio. In questo modo sarà possibie sostituirlo per Singapore senza incorrere in penalità. Ormai è diventato un esperto in merito, insomma...

Tuttavia abbiamo colto un segnale di nervosismo più profondo del solito quando si è lamentato in modo un po' esagerato della manovra di Jolyon Palmer, quando nel resistere alla Roggia ha tagliato il secondo cordolo restando davanti. Nemmeno i 5 secondi di penalità gli sembravano abbastanza. Ma forse ciò indica che la situazione in McLaren sia davvero "calda", e ci riferiamo a certe riunioni con i responsabili Honda e Renault tenute proprio la domenica mattina. Tanto che si parlava di comunicati imminenti. Insomma, il futuro di Alonso (e non solo il suo, beninteso) potrebbe decidersi proprio in queste ore, e quindi giustificherebbe certi atteggiamenti.

LA CLASSIFICA DEL CAMPIONATO F1 2017