Quello operativo dal 1999 a Sepang, non troppo lontano dalla capitale malese Kuala Lumpur, è uno dei tracciati meglio riusciti tra quelli disegnati da Hermann Tilke. Si sviluppa per 5.543 metri e presenta 15 curve sia lente che veloci, in un'alternanza abbastanza interessante anche perché vi sono almeno tre punti dove i sorpassi sono abbastanza agevoli: sono infatti presenti staccate davvero decise sia alla fine dei due rettilinei principali (quello del via e quello immediatamente prima) ma pure all'ingresso di curva 4.

Il suo andamento premia le monoposto con un buon bilanciamento complessivo (non serve eccedere con il carico alare) ma anche con buone doti propulsive e di motricità, date le forti e lunghe accelerate anche da curve piuttosto lente. Inoltre fa lavorare abbastanza i pneumatici, ma la riasfaltatura dello scorso anno - praticamente l'unico intervento serio subìto dalla pista nella sua esistenza - ha limitato i problemi di abrasività. Così quest'anno la Pirelli ha potuto permettersi di far debuttare la mescola supersoft, a fianco di soft e medium (la stessa scelta di Monza e del prossimo GP a Suzuka).

Un problema in comune con lo scorso GP di Singapore, per quello malese, è il caldo elevato. Oltretutto in questo caso la gara non è notturna, e quindi il sole si fa sentire parecchio. Quando c'è, perché nelle gare passate la pioggia si è fatta vedere spesso, e il meteo è piuttosto pessimista anche stavolta. In ogni caso, ai piloti è richiesto sempre un notevole impegno anche fisico, e pure monoposto e gomme soffrono abbastanza.

Concludiamo ricordando che sono previsti due punti di attivazione del DRS, ma con un unico detection point: quest'ultimo si trova poco dopo la curva 12 e permette l'apertura dell'ala mobile nel rettilineo tra la 14 e la 15 e quello subito dopo, che è anche quello del via (tra la 15 e la 1).