Sembrerebbe quasi una maledizione, quella che negli ultimi due weekend di gara sta andando contro la Ferrari e a favore della Mercedes. Dopo le prove libere di Sepang, più o meno come dopo le qualifiche di Marina Bay, sembrava possibile un grosso passo avanti per le Rosse rispetto alle Stelle d'Argento, grazie anche alla presenza delle Red Bull ad arretrare ulteriormente le vetture anglotedesche. Invece nel momento decisivo è andato tutto a rovescio per le speranze dei ferraristi.

Nello specifico, dopo un problema nelle ultime prove libere sul motore di Sebastian Vettel - un cilindro andava a sbalzi, probabile ma non certo problema elettrico - si è deciso per una sostituzione precauzionale dell'unità termica, assieme al turbo (di solito già montato direttamente). Quella utilizzata è stata la quarta, che "a tabella" sarebbe stata prevista per Suzuka o al massimo Austin. Purtroppo il turbo (il secondo di quattro finora utilizzati) è "mancato all'appello" e Vettel è dovuto tornare lentamente subito ai box appena in pista a inizio qualifiche. Il problema non è stato risolto, così il tedesco si ritrova senza tempo e dovrà quindi partire ultimo. Vedremo se ora la Ferrari ne approfitterà per sostituire anche altre parti della power unit, oltre che per sistemare l'avaria.

A fronte dei problemi motoristici di Vettel, la Mercedes risolve invece i suoi di assetto: le W08 vengono "ribaltate" nel set-up rispetto al venerdì, in modo differenziato tra i due piloti, e Lewis Hamilton con una soluzione meno innovativa di aggiornamenti riesce ancora una volta a staccare una grande pole position. Invece Valtteri Bottas, che aveva il "pacchetto" completo di modifiche, si deve accontentare del 5° posto a quasi 7 decimi dal compagno di squadra.

A contrastare Hamilton ci ha provato Kimi Raikkonen con la Ferrari superstite, che in definitiva ha confermato certe potenzialità. Però, sebbene anche stavolta velocissimo, il finlandese ha confermato la sua predisposizione a sbavature nel giro secco decisivo: un piccolo errore in frenata proprio all'ultima curva lo porta leggermente largo di traiettoria, e si deve accontentare del secondo tempo a soli 45 ms dalla pole.

Ben più staccate le Red Bull, che comunque monopolizzano la seconda fila di partenza a circa mezzo secondo di ritardo, con Max Verstappen riuscito a sopravanzare Daniel Ricciardo di soli 54 ms. Vedremo se in gara riusciranno a fare la differenza, visto che in prova avrebbero mostrato un minor degrado dei pneumatici rispetto ai rivali.

Tra gli inseguitori stavolta emergono Esteban Ocon e Stoffel Vandoorne, 6° e 7° rispettivamente, con Nico Hulkenberg a completare la quarta fila staccato di soli 25 ms dal belga. In quinta fila troviamo dunque Sergio Perez, staccato di 18 centesimi dal compagno di squadra, nonché Fernando Alonso che non può sempre fare miracoli pur se la McLaren-Honda sembra abbastanza competitiva in Malesia, sebbene un po' meno della Force India. Meglio sicuramente della Williams, che ha posizionato Felipe Massa appena fuori dalle Q3 (11°) e Lance Stroll 13°. Tra i due si è messo Jolyon Palmer, a confermare che anche la Renault non è messa male nel complesso.

Decisamente meno positive le qualifiche per team quali Toro Rosso e Haas, che anche in questa fase hanno lottato con assetti tutt'altro che ottimali. L'unico aspetto positivo che si può cogliere, è come Pierre Gasly nelle sue prime qualifiche F1 della carriera, sia riuscito a stare a soli 156 ms da Carlos Sainz. Un risultato che può essere incoraggiante, per il prosieguo della carriera del pilota francese. Come andrà questa sua prima gara, se Vettel riuscirà a risalire fino alle prime posizioni (Alonso è convinto di sì) e in generale come andrà nella partenza e dopo nel corso del GP della Malesia, lo vedremo come sempre dopo che si saranno spenti i semafori rossi…

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