E’ una sonora bocciatura, quella ricevuta da Valtteri Bottas nella classifica dei migliori piloti del 2017, stilata con i voti dei team principal. Terzo in campionato, si ritrova appena decimo (39 punti contro i 233 collezionati da Hamilton) nelle preferenze, per quanto messo in mostra nella stagione d’esordio in Mercedes. Dietro anche ai due Renault. E’ lo scotto da pagare quando ti ritrovi una monoposto da titolo iridato, il tuo compagno è Lewis Hamilton e tu vivi un disastroso periodo nella seconda metà di campionato.

Non dà troppo peso alle valutazioni ricevute, il pilota finlandese. «Ci sono sempre sondaggi e cose di ogni genere. Non ci faccio caso se vengo sottovalutato. Quel che importa davvero è come rendo in pista, quante gare riuscirò a vincere in futuro. La cosa principale è che all’interno del team conoscano esattamente il mio livello prestazionale, che sappiano ciò che sono in grado di fare», ha raccontato.

Sul giudizio espresso dai team principal, nella graduatoria di Autosport, non può non incidere la parentesi buia vissuta tra il Gran Premio del Belgio e il Gran Premio del Messico, fase nella quale le differenze con Lewis Hamilton sono apparse amplificate. Avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di primo marcatore del compagno di scuderia, è mancato in troppe occasioni per riuscirci.

«Da pilota ho imparato molto. Certe volte ho imparato dure lezioni, sono stato in difficoltà in alcune gare con la macchina e il mio stile di guida. Devo lavorare su tanti dei problemi avuti e migliorare. Credo che tra tutte le stagioni disputate in Formula 1, questa sia stata quella dalla quale ho imparato più cose».
Il 2018 sarà più che mai il campionato della verità. Il battesimo in una squadra al top alle spalle, la possibilità di lavorare sul miglioramento personale e tramutare il tutto in prestazioni in pista. Un’altra stagione come il 2017 confermerà l’etichetta di buon secondo pilota, difficile da scrollarsi di dosso.

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Ed è il primo Valtteri Bottas a esserne consapevole: «So che starà a me dimostrare d’essere un campione. Con Lewis ci è permesso correre con uguale materiale a disposizione e in termini uguali, ci verrà data l’opportunità di confrontarci in pista perciò spetterà a me. Se riuscirò a essere veloce in qualifica e andar bene sul passo gara e nelle situazioni di corsa, allora potrò lottare per il titolo se avremo una buona macchina».

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