La (più) grande novità della prossima stagione di Formula 1 è l’introduzione dell’Halo, il sistema di protezione definitivamente approvato dallo Strategy Group lo scorso luglio. Non pochi tra gli addetti ai lavori, a partire da team principal e piloti, l’hanno bocciato. Soprattutto in casa Mercedes: Niki Lauda, con la consueta franchezza, l’aveva bollato come “una decisione sbagliata” e Lewis Hamilton ne ha paragonato il design a quello delle “flip flop”. Ossia le nostrane infradito

“Questa è l’ultima gara in cui le monoposto avranno un bell’aspetto – ha dichiarato il campione durante il conclusivo weekend di Abu Dhabi -. Sarà un declino in termini di estetica tuttavia la sicurezza viene prima di tutto”. 

Insomma i cavolini di Bruxelles non sono buoni, tuttavia fanno tanto bene alla salute, per cui meglio tapparsi il naso e mangiarli. I team hanno ricevuto i primi esemplari definitivi, il cui costo si aggira sui 15 mila euro al pezzo, per installarlo sulle monoposto che devono superare i rigorosi test FIA. 

E nemmeno il team principal Mercedes, Toto Wolff, ha apprezzato il regHalo di Natale della Federazione. E’ terribile. L’abbiamo ricevuto, è un grosso pezzo di metallo, veramente troppo pesante, sembra un elemento alieno e mi sarebbe piaciuto segarlo via se avessi potuto”.

Ma si ritorna sempre al discorso delle verdure che fanno tanto, tanto, bene: “Tuttavia dobbiamo pensare alla sicurezza dei piloti e questo è uno strumento che aiuta a proteggere le loro vite, dunque dobbiamo metterlo sulle macchine. Forse in futuro troveremo una soluzione per renderlo esteticamente più piacevole”.  Tuttavia l’impatto dell’Halo “non interferirà in termini di sviluppo aerodinamico e comunque tutti hanno lo stesso problema”.  

Un bel problema riguarda invece il peso: la FIA ha dovuto innalzare il peso consentito delle vetture di cinque chili, non pochi in uno sport dove si pesano anche i grammi, e secondo Wolff l’installazione dell’Halo comporta un aumento di ben 10 kg. Per cui “si sposta il centro di gravità e devi trovare il modo di compensarlo. E’ tutto sbagliato...”.  

L'Halo è peggiore dei mail che intende curare