Si preannuncia una calda primavera, in Formula 1. Per i temi sul tavolo e i nodi da sciogliere, legati anzitutto a quali power unit utilizzare dopo il 2020. Definire il quadro tecnico nel quale dovranno muoversi tutti. Poi c'è la posizione Red Bull, chiamata a muoversi già sulle opzioni per il prossimo anno. Andrà definito un nuovo accordo con Renault, che non aspetterà in eterno la scuderia di Milton Keynes.

«E' ovvio che preferiscano sapere il prima possibile chi dovranno fornire. La realtà è che abbiamo fino alla pausa estiva per prendere una decisione. I motoristi devono indicare alla FIA i team clienti ma, come abbiamo visto l'anno scorso con McLaren e Toro Rosso, non si tratta di una scadenza categorica», replica Christian Horner. Ci sarà tempo per esaminare i progressi compiuti rispetto alla concorrenza fino alla prossima estate, per capire anche quale potenziale sia in grado di esprimere una Honda apparsa, finora, positivamente irriconoscibile nelle seconde nozze con Toro Rosso.

«Per un verso o per l'altro, avremo un motore, la cosa fantastica è che per la prima volta dopo tanto tempo avremo una possibilità di scelta. L'ideale sarebbe prendere una decisione prima di agosto, la fine di luglio è probabilmente la data limite. Il nostro obiettivo principale è anzitutto di individuare quale sia il prodotto migliore per il breve, medio e lungo termine, tutto il resto è soggettivo», aggiunge Horner.

Tra Honda e Renault c'è un terzo marchio, lo sponsor principale di Red Bull, Aston Martin. Le intenzioni della casa inglese sono chiare: se la Formula 1 confermerà la strada tecnica prospettata dalla prima bozza di regolamento sulle power unit post-2020, allora l'impegno in prima persona, con il supporto di altri fornitori, sarà possibile. E qui si innestano le trattative più ampie, che coinvolgono la FIA, Liberty Media e i motoristi all'opposizione del progetto tratteggiato nel novembre del 2017. Il no all'appiattimento tecnico, oltre quello già imposto degli attuali regolamenti, è stato ribadito da Sergio Marchionne a Ginevra. Investimenti da tutelare che, pure, sono tra le preoccupazioni del presidente Jean Todt.

Posizioni che dovranno portarsi a una sintesi finale, presentare un progetto dettagliato e contare chi apporrà la firma e l'impegno sul futuro. «Adesso i tempi iniziano a stringere, credo che il prossimo mese o poco dopo dovrà esserci chiarezza sui regolamenti. Abbiamo un paio di motoristi che sembrano attendere sulla staccionata, desiderosi di entrare, che siano Aston o i rumours legati a Porsche. Dipenderà dai regolamenti ed è qui che Liberty dovrà essere molto chiara su quel che vogliono fare. Devono trovare un allineamento con la FIA e poi andrà comunicato rapidamente, perché altrimenti andremo fuori tempo massimo. Ancora un paio di mesi e sarà tardi per Aston realizzare un motore», commenta Horner.

Parole alle quali legare la posizione del presidente Jean Todt, a richiamare l'accordo di massima intorno ai temi di riduzione dei costi dei propulsori, necessità di un miglior sound e del mantenimento di uno schema ibrido, discussi durante tutto il 2017: «Pochi mesi fa eravamo tutti seduti insieme e d'accordo, all'unanimità, su certi adeguamenti da effettuare sul motore per il futuro, pertanto ho inteso che avrebbero rispettato quanto concordato.

Ho discusso con dei potenziali nuovi motoristi, sono interessati ma vogliono conoscere quali saranno le regole del gioco. E' una richiesta giusta e dovremo dare una risposta il prima possibile, sono ottimista riusciremo a trovare una soluzione. Chiaramente non vogliamo perdere nessuno».