Quelle che potevano apparire dichiarazioni di eccessiva ambizione, in realtà trovano il supporto di un progresso che ha destato curiosità negli avversari. Il team Haas è reduce da test invernali nei quali ha la VF-18 ha girato bene, adesso è attesa la dimostrazione pratica dell'obiettivo posto da Gene Haas: posizionarsi a 5 decimi di distacco dalla Ferrari. E le occasioni migliori per provarci saranno senza dubbio le gare d'apertura, prima che a Maranello, come tutti gli altri big, allunghino la falcata e distendano al corsa. Grosjean si prepara alle libere del venerdì supportando da un lato le aspettative di Haas, dall'altro non dimenticando la realtà: «Saremo in lotta con alcuni grandi team, ed è incredibile essendo al terzo anno. Vedremo come andrà, concentriamoci sul nostro lavoro, senza provare a fare progetti per arrivare su Marte, Giove, Nettuno o chissà dove.

Siamo una squadra più piccola di gran parte delle altre in griglia e le nostre risorse sono limitate, ma abbiamo imparato a sfruttarle al meglio. Tutti stanno svolgendo un gran lavoro, anche i nostri fornitori, Dallara e Ferrari, per aiutarci a migliorare». Haas ricordiamo come faccia ricorso a tutta una serie di componenti forniti dalla Ferrari, dalla power unit della stagione in corso, a tutto quanto non sia vietato dal regolamento tecnico FIA all'allegato Listed Parts. Oltre il propulsore - nel 2017 identico alla specifica adottata dalla SF70H, eppure il rendimento della VF-17 fu ben lontano dall'essere entusiasmante – Grosjean guarda all'insieme del progetto per trovare le ragioni del gran progresso ottenuto: «Della Ferrari tutti dicono del motore, è una parte importante, certo. Ma anche le sospensioni, i sistemi idraulici, il cambio, tutto insieme compone una gran parte della macchina. E' per questo che Gene ha detto “Voglio essere a entro i 5 decimi di distacco dalla Ferrari”, non credo sia qualcosa di irrealistico».

Provare a farlo nel primo terzo di campionato, perché poi servirà l'artiglieria pesante per sostenere lo sviluppo ed essere al passo delle altre squadre di metà schieramento, prima ancora del contenimento del gap dalla Ferrari. Serviranno risorse economiche e un programma di aggiornamenti che mandi in pista novità subito in grado di funzionare e tramutarsi in prestazione sul giro: «Una delle grandi sfide quest'anno, per Haas, sarà mantenere il ritmo dello sviluppo, il punto debole delle ultime due stagioni. Forse non è corretto parlare di debolezza, visto che ci siamo concentrati molto presto sulla macchina dell'anno successivo. A maggio non avevamo niente di nuovo per il 2017, molto presto, ma ci ha consentito di ottenere una macchina discreta quest'anno e ovviamente speriamo di poter lottare per una buona posizione nel Costruttori». In tanti cercano l'ingresso nella terza eliminatoria della qualifica, sabato prossimo. Un affollamento che deve tenere conto dei posti limitati residui. Se il divario a metà gruppo si confermerà minimo, attenzione alle sfide tra compagni di squadra e chi saprà sfruttare appieno il potenziale della monoposto: potrebbe fare la differenza tra star fuori dalla Q3 o farvi parte.

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«Ci sono due Ferrari, due Mercedes, due Red Bull, sei posizioni che lasciano quattro posti per l'ingresso in Q3. Non sono tanti ed è la sfida per i team più piccoli come siamo noi: non corriamo la stessa gara, lottiamo per 4 posizioni. Possono capitare molte cose, è la fase iniziale della stagione, ci concentreremo su quel che possiamo fare e proveremo a estrarre il meglio dalla piattaforma che abbiamo, portarla com'era a Barcellona, con buone sensazioni, consistenza, facendo funzionare le gomme. Se faremo tutto ciò, avremo una chance per stare in Q3».

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