Cosa attendersi dal Paul Ricard? I rapporti di forza in pista si scriveranno a partire dal venerdì, prima presa di contatto con l’asfalto nuovo posato sugli oltre 5.800 metri del rinnovato tracciato che ospiterà il Gran Premio di Francia, primo appuntamento di una sequenza di gare mai scandita su tre week end consecutivi nella storia della F1. E in due appuntamenti, Francia e GP di Gran Bretagna, piloti e squadre dovranno confrontarsi ancora con la gamma Pirelli assottigliata.

Soluzione sviluppata dal gommista per risolvere l’insorgere di blistering dettato dall’eccessiva temperatura generata al di sotto del battistrada, in condizioni di elevata aderenza, l’assottigliamento di 0,4 millimetri ha centrato gli obiettivi prefissati nell’uscita in Spagna. E le caratteristiche dell’asfalto seguono quelle del rinnovato Montmelò, con livelli di aderenza elevati e basso grado di abrasione, rispettivamente classificati da Pirelli con un valore di 4 e 2 su 5, nella scala dei valori che sintetizza le caratteristiche dei diversi circuiti.

Arriviamo in Francia da due corse su piste cittadine, contraddistinte da bassi livelli di energia laterale scaricata sulle gomme. Ha contato di più la trazione a Monaco e Montreal, al Paul Ricard si avranno lunghe fasi in appoggio, soprattutto nella serie di curve che riportano sul rettilineo di partenza, dopo il secondo segmento del Mistral e la piega di Signes. «Il Paul Ricard è essenzialmente una novità per Team e piloti. Noi utilizziamo spesso questo tracciato, non solo per le sessioni di test, ma anche per altri campionati come il Blancpain GT Series che ha recentemente corso qui. Dai dati raccolti finora, il nuovo asfalto dovrebbe presentare molto grip con un degrado ai minimi livelli, come quello di Barcellona. Un altro fattore da considerare può essere dato dal meteo, con le temperature asfalto che potrebbero essere molto elevate nel corso del weekend e contribuire così a un aumento del degrado», spiega Mario Isola.

Temperature ambientali attese nell’ordine dei 28° C, facile prevedere un asfalto rovente, agevolato dal fondo molto scuro che andrà rapidamente a scaldarsi e trattenere il calore. Tra i temi “ambientali” sarà da tenere d’occhio anche il vento che, se di coda, impatta sulla stabilità aerodinamica delle monoposto. E il dritto del Mistral non è stato battezzato a caso.

L’equilibrio tra velocità elevate da raggiungere sui tre rettilinei e carico aerodinamico nel settore finale portano a una configurazione a media deportanza. «I team non conoscono questa configurazione del tracciato, quindi le prove libere saranno ancora più importanti per comprendere al meglio il comportamento dei pneumatici. Solo dopo queste sessioni riusciremo ad avere un’idea più precisa anche delle strategie più probabili per la gara». Pirelli che, ricordiamo, ha selezionato le mescole Soft, Supersoft e Ultrasoft, per le quali prescrive una pressione minima di gonfiaggio di 22,5 psi all'anteriore e 21 psi al retrotreno