Formula 1 Francia: un circuito praticamente da riscoprire

Formula 1 Francia: un circuito praticamente da riscoprire
Quello di Le Castellet è un tracciato storico, ma le tante modifiche rispetto agli anni '80 lo rendono pressoché inedito e con varie incognite

Maurizio Voltini

22 giugno 2018

Quando il GP di Francia andò in letargo 10 anni fa, si disputava sul circuito di Magny Cours. Quest'anno ritorna invece su quello intitolato a Paul Ricard di Le Castellet, che pure aveva ospitato il Mondiale F1 fino al 1990, prima di venire dichiarato non più all'altezza di certi standard. Il circuito odierno è tuttavia profondamente rinnovato rispetto a quei tempi, per quanto la pista in sé ricalchi gran parte della versione lunga del tracciato, usata fino al tempo dell'incidente di De Angelis.

È stata resa più "spigolosa" la esse delle prime due curve, allo stesso modo della curva che precede il traguardo, mentre il lungo rettilineo del Mistral è ora "spezzato" da una chicane. Resta l'iconica curva di Signes alla fine di questo rettilineo, una piega che una volta pochi piloti riuscivano a fare "in pieno": ma ovviamente stavolta sarà meno impegnativa dato che vi si arriverà a velocità inferiori (intorno ai 320 orari, si valuta). Inoltre gli ampi spazi di fuga asfaltati renderanno meno "pauroso" questo circuito, arrivato ora a sviluppare 5.842 metri, con un totale di 15 curve ufficiali.

La curva di Signes è il motivo per cui si adotteranno solo due zone DRS: dato che non si frena, l'ala mobile resterebbe aperta ed affrontarla così sarebbe troppo pericoloso. Il DRS si potrà invece utilizzare sul rettilineo di partenza e in quello del Mistral tra curva 7 e la chicane (curve 8 e 9). In generale, trattandosi di un mix di allunghi e curve tortuose, con staccate decise, ma anche alcune curve lunghe e veloci, si tenderà ad un carico alare medio tendente all'alto, ma la trazione meccanica in uscita dalla lenta curva 15 potrebbe fare la differenza nei tentativi di sorpasso. Mentre la curva 7 richiede stabilità, per cui essere in scia sarà quasi sicuramente troppo penalizzante per l'efficienza aerodinamica.

Per quanto riguarda le gomme, la Pirelli porta i pneumatici assottigliati per via del nuovo asfalto ad alta aderenza (che dunque potrebbe generare troppo calore e blistering) nelle mescole ultrasoft, supersoft e soft contraddistinte dalle colorazioni viola, rossa e gialla. Anche il rendimento di queste gomme sarà un'incognita che potrebbe vivacizzare la gara.

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