È una Red Bull di rincorsa, nel Palio iridato che avrebbe potuto scrivere altre pagine nel primo terzo di mondiale, non fosse stato per un fantino dal sicuro avvenire ma indisciplinato. Il cavallo RB14 è di razza, avrebbe bisogno di muscoli più sviluppati – leggi power unit Renault – per confrontarsi con i favoriti eletti. Christian Horner guarda alle classifiche dei due campionati, i 50 punti che separano Ricciardo da Vettel e i 98 di distacco di Red Bull da Ferrari. Cosa sarebbe stato, con un altro copione, meno incidenti inutili, meno punti gettati al vento?

«Nove gare, 3 vittorie, tante quante Ferrari e Mercedes. Il nostro tallone d’Achille è stato non marcare punti con entrambe le macchine, sia a causa di problemi legati all’affidabilità che per incidenti. La Formula 1 è piena di “se”, “ma” e “forse”, ma se guardate alle posizioni nelle quali eravamo e nelle quali avremmo dovuto essere, avremmo dovuto guidare il mondiale oggi, il tabellone però è leggermente diverso», spiega il team principal. Siamo alla vigilia della gara di casa, Red Bull a Silverstone può esaltarsi nei passaggi in curva, peserà ancora tuttavia il gap dal motore in qualifica.

L’insolito copione scritto dal mondiale fino a oggi obbliga a considerare Red Bull una contendente per il titolo, nonostante un distacco ampio. Gare costellate di errori, fragilità tecniche, strategiche, fanno sì che la ruota giri imprevedibile e sviluppi esiti inimmaginabili, come la vittoria di Verstappen al Red Bull Ring. «Abbiamo chiuso il gap nelle ultime gare, resta ancora una lunga strada da percorrere. Cosa restano, 12 gare? Penso dovreste considerarci come un contendente esterno. Certamente la determinazione all’interno del team è di continuare a spingere e provarci, assicurarci di portare entrambe le macchine davanti ai nostri avversari», prosegue Horner.

È la Contrada blasonata che scatta fuori dai canapi, restando sulla metafora paliesca. E se i migliori in assoluto, all’interno, perdono di vista la RB14 di rincorsa, può accadere di tutto. Silverstone e Hockenheim - GP di Germania confermato momento per andare in penalità con Ricciardo e sostituire il MGU-K (adottando ancora la specifica vecchia) - sulla carta non si presentano favorevoli quanto l’Ungheria. Spa e Monza, idem. Alla vigilia di Singapore sarà già una fase con un mondiale dal volto meglio delineato. «Ci sono alcune piste in arrivo che dovrebbero evidenziare i nostri punti forti, posti come Ungheria e Singapore. Ci sono circuiti che non saranno così favorevoli ma uno dei nostri principali punti forti è l’essere estremamente versatili: siamo stati molto creativi sulla strategia, come team stiamo lavorando estremamente bene.

Quindi penso ci sia la possibilità di lottare per entrambi i campionati e certo non abbiamo abbandonato l’idea in questa fase dell’anno».

Silverstone, Renault si presenta con i correttivi al turbo

Due piloti pressoché pari nei punti in classifica, un Ricciardo azzoppato dalla power unit malconcia, Verstappen in forte ascesa dal Canada. Sul versante piloti resta da formalizzare il rinnovo di Daniel, al Red Bull Ring incontratosi con Mateschitz e a un passo dall’apporre la firma sul nuovo contratto. Horner contempla l’impossibile per lasciare ancora una possibilità infinitesimale che l’accordo non arrivi: «Siamo al punto in cui entrambe le parti desiderano proseguire la relazione.

È solo una questione di approfondire i dettagli e arrivare a una conclusione che certamente ci sarà prima della pausa estiva. Penso che, avesse Mercedes fatto un’offerta seria o comunque avanzato un’offerta, Ricciardo sarebbe stato potenzialmente interessato. È impaziente di provare e lottare per il titolo, credo avrebbe voltato la testa qualora Mercedes o Ferrari avessero fatto un’offerta. Ma credo che questi due team siano abbastanza a posto. Tra le cose che aspettava di conoscere c’era la scelta dei motori. L’ha vista e compresa. Speriamo che il resto sia una formalità, a meno che Lewis non annunci il suo ritiro questo week end».