Si è risolto in un azzardo relativo la decisione Red Bull di giocare la carta della gomma intermedia nella fase del primo scroscio di pioggia al giro 46, due passaggi dopo lo stop di Leclerc, Alonso e Gasly, i primissimi a provare qualcosa di diverso, sperando che la pioggia arrivasse con maggior intensità. Speranza vana anche per Verstappen, tutti piloti costretti a rimontare le gomme slick dopo un paio di giri sull’intermedia su pista asciutta per la maggior parte del giro.

L’azzardo si è rivelato relativo poiché insidiare le posizioni di Mercedes e Ferrari in pista sarebbe stata un’impresa oltre le possibilità della RB14. Il margine di vantaggio su Nico Hulkenberg, poi, sufficientemente ampio da consentire la una chiamata dal rischio minimo.

«Non è stato semplice, abbiamo cercato di montare le intermedie ma non ha funzionato. È stata una scelta che non ha compromesso la nostra gara, alla fine il quarto posto era il miglior risultato possibile per noi, sarebbe stato meglio se avesse piovuto di più. Era complicato decidere sulle gomme. Sono rientrato dopo un leggero lungo in curva 6 dove ha iniziato a piovere, ho deciso per le intermedie ma al rientro in pista la stessa curva 6 era già asciutta. A volte sono decisioni che funzionano, altre no, come abbiamo visto oggi», ha ammesso Max a fine gara.

I limiti velocistici della monoposto, a pagare quasi 15 km/h in velocità di punta in qualifica rispetto a Raikkonen, sono il chiaro ostacolo a una sfida vera a Ferrari e Mercedes, su ogni tracciato. Ma attenzione già dal prossimo week end, l’Hungaroring sarà terreno di caccia grossa, forse non si avrà la superiorità registrata a Montecarlo, certo sarà un gran premio nel quale Red Bull può tornare a lottare per vincere. Al netto del deficit di potenza ed efficienza aerodinamica, Verstappen tira un bilancio sulla gara di Hockenheim e attende Budapest: «Il passo della macchina era piuttosto buono, essere quarti qui non è un cattivo risultato. Dovremmo presentarci in una forma migliore in Ungheria per ottenere un buon risultato, sono già proiettato al prossimo week end».

Da dimenticare il GP di Germania di Daniel Ricciardo. La sostituzione del motore lo ha spinto in fondo alla griglia, penultima posizione dalla quale provare un recupero su gomma media, aspettando proprio la pioggia che, però, non ha potuto sfruttare a proprio vantaggio. Giro 29 già ritiro. E ancora per un problema legato alla power unit: «I primi 10-15 giri sono stati davvero difficili con le gomme medie, penso la gara ci sarebbe venuta incontro ma nei primi giri ho dovuto attendere, passare le macchine una per volta e, con pista libera, sono riuscito a girare sull’1’18” basso, un ritmo piuttosto competitivo.

Credo che la strategia avrebbe funzionato nel finale ma al giro 29 ho sentito qualcosa di strano in scalata in curva 6 poi ho riaccelerato e ho perso potenza».