Per storia recente, recentissima, sono dichiarazioni obbligate quelle dall’ambiente Mercedes alla vigilia del Gran Premio d’Ungheria. Dichiarazioni del giovedì che, per ovvi motivi, non arriveranno dalla Ferrari. In lutto per la scomparsa del presidente Sergio Marchionne, la Scuderia non ha presenziato con Kimi Raikkonen alla conferenza stampa dei piloti, ha deciso di annullare l’incontro con i media di Sebastian Vettel al pomeriggio e quello di Maurizio Arrivabene nella conferenza dei team principal al venerdì, con il placet della FIA.

Parla, Valtteri Bottas. Per dire come proprio Ferrari SF71H e Red Bull RB14 siano da considerare le macchine più a proprio agio all’Hungaroring. Se la Rossa ha dato ampia dimostrazione in passato di volare sul tracciato appena fuori Budapest, il potenziale della Red Bull andrà esaminato tutto in qualifica, giacché superare domenica è impresa difficilissima e una posizione di partenza tra le prime tre posizioni essenziale se vuoi nutrire chance di vittoria.

«Sicuramente la Mercedes su queste piste non è mai stata troppo forte. Ferrari e Red Bull sono molto forti di solito su piste da alto carico aerodinamico. Penso possiamo aspettarci una lotta ravvicinata almeno tra tre team.

Quest’anno abbiamo visto gare folli, quindi per un verso sì, non siamo troppo fiduciosi, dall’altro, se faremo il nostro lavoro, tutto è possibile». La lotta, nel 2017, fu propiziata dai problemi tecnici di Vettel allo sterzo, con Raikkonen a coprire le spalle e un Bottas che non trovò velocità buona per provare un attacco, cedette la posizione a Hamilton – senza esito anche il tentativo di Lewis, per dire delle enormi difficoltà di sorpasso – e riprese sotto la bandiera la posizione sul podio, mentre in rimonta arrivava un Max Verstappen a sfruttare pista libera.

Valtteri confermato in Mercedes nel 2019, reduce dall’obbedisco di Hockenheim agli ordini di scuderia (legittimi) giunti dal muretto. E convinto che dovesse avere un’altra chance per vincere quest'anno non verrà sacrificato per aiutare la corsa mondiale di Hamilton, salvo la classifica non emetta sentenze inappellabili, nel qual caso sarebbe tutto diverso.

«Quest’anno le cose non sono andate molto bene. Ho avuto la possibilità di vincere e non è andata come volevo. Lo scorso week end, con le condizioni delle mie gomme e la pioggia, l’unica possibilità era fermarmi e ho perso il comando della gara. Aspettiamo arrivi il mio momento.

Ci sarà ancora permesso gareggiare liberamente, tutto verrà esaminato caso per caso, non c’è alcun piano che mi riguarda perché sia un pilota a supporto, veniamo considerati alla pari al momento, vedremo cosa accadrà da qui a fine anno. A Hockenheim, nel trittico di gare precedenti abbiamo perso tanti punti, posso capire la decisione del team, pensavano a portare a casa il massimo bottino dei punti. Credo sia giusto così.

Ogni situazione è trattata singolarmente, non ci sono state decisioni al momento e nulla implica che io venga trattato in modo diverso da Lewis. Entrambi cerchiamo di vincere, fare il massimo di punti e ci vengono date le stesse opportunità», spiega Valtteri.