Ciclicamente torna. Un’idea buona sia quando la griglia di partenza è ai minimi storici di iscritti che per offrire una soluzione al problema dei giovani piloti senza un volante. La terza monoposto che dovrebbero poter schierare i top team. Secondo Toto Wolff potrebbe rappresentare uno sbocco per i talenti dei programmi giovani piloti, in difficoltà a trovare spazio sul mercato.

«Io avrei una soluzione semplice, dateci la terza macchina e rendete obbligatorio l’assegnazione a un giovane pilota, che abbia al massimo due anni spesi su quella monoposto. I costi non sarebbero enormi, la griglia sarebbe piena e avremmo uno spettacolo fantastico di nuovi piloti in crescita e in lotta con i Valtteri e i Lewis della Formula 1 e forse potrebbero sorprenderci», ha commentato Wolff. Costi: inferiori a finanziare un team junior. Vantaggi: molteplici, e non solo per l'apprendistato del giovane.

Ecco, l’idea di vedere un George Russell sulla terza Mercedes e in “lotta” con Bottas o Hamilton diventa difficilmente immaginabile, di più: un rischio ulteriore per le opzioni strategiche adottabili con una terza macchina in gara. Un’idea destinata a restare nel cassetto delle tante proposte incompiute dela Formula 1. Per non dire di come andrebbero - in modo relativamente semplice, visto il gap sul resto del gruppo - i tre team di vertice a monopolizzare la top ten schierando ciascuno 3 monoposto, indipendentemente dall'assegnazione o meno di punti validi per il Costruttori o di una classifica a parte dedicata ai rookie.

«I grandi team non si assumeranno rischi con giovani piloti e potete dire che è noioso, lo penso anch’io. Penso dovremmo prenderci dei rischi, ingaggiare grandi talenti di 18 o 19 anni in un team al vertice e dare loro un’opportunità, ma il problema è che puoi perdere un campionato piloti o costruttori per la curva d’apprendimento di un giovane. Non l’abbiamo fatto noi in passato né la Ferrari, dovremmo interrogarci», aggiunge Wolff.

Se le ultime indicazioni di mercato dovessero trovare conferma e Charles Leclerc rilevare il sedile di Kimi Raikkonen, Mercedes rischia di restare sola nella mancata “scommessa” sul potenziale umano dei giovani piloti sotto contratto.