Ottobre di un anno fa, Sepang, Malesia. Scoppiava l’affare Budkowski, da “tesoriere” dei segreti dei team presso la Federazione, incaricato a vagliare ed esprimere o meno l’ok sulle soluzioni tecniche e la loro conformità al regolamento, a colpo messo a segno da Renault. La levata di scudi degli avversari non si fece attendere, per l’opportunità che un tecnico cruciale all’interno della Federazione andasse a lavorare per una squadra avversaria, portando con sé il bagaglio di conoscenze e segreti appresi un po’ in ogni box.

Si arrivò alla salomonica decisione di un periodo di gardening semestrale, Marcin Budkowski ha iniziato l’attività a Enstone lo scorso aprile, in un percorso di rafforzamento della struttura Renault ancora in corso. Il tecnico polacco ridimensiona le polemiche nate intorno al cambio di casacca, e commenta: «Lo sviluppo è così rapido in Formula 1, non ci sono molte cose rimaste sulle macchine delle quali so qualcosa, sono cose prive di utilità le conoscenze che ho. In più, tanti dettagli controversi sono stati vietati, come i sistemi sospensivi esotici».

Lavora dietro le quinte alla ristrutturazione del team, che naviga nelle posizioni buone di metà schieramento, altalenante tra l’essere la quarta forza in campo e il subire la competitività Haas e Force India. Spiega come al di là del potenziamento di uomini disponibili in fabbrica ci sia la necessità di amalgamare il team, che dal prossimo anno potrà contare su un’accoppiata di piloti da big, con l’arrivo di Daniel Ricciardo.

Quanto lavoro ancora ci sia da fare in Renault lo dice il distacco rimediato in questa stagione da Red Bull, a parità di motore il gap mediamente vale 1 secondo, da trovare sul telaio e l’aerodinamica. Un progresso enorme da un anno all’altro, posto che le squadre di riferimento non resteranno certo ferme sui valori di questa stagione. Così, che progressi attendere da Renault? Ripescando il piano di Carlos Ghosn, quando venne ufficializzato il ritorno della casa francese in Formula 1 da Costruttore con un proprio team, nel 2019 dovrebbero poter lottare per l’arrivo sul podio. Budkowski, realisticamente, si limita a dire: «Dovremo staccarci dal gruppo di metà schieramento nel 2019 e restringere il divario dai grandi team. È difficile dire un numero esatto in termini di gap, dipenderà anche dal miglioramento degli altri. Dovremo dimostrare che ci stiamo sforzando di arrivare al vertice

Attualmente siamo a 1”5 dai migliori, non possiamo restare come siamo e dire che recupereremo grandi strutture come Mercedes e Ferrari. Arriveremo ad avere 700 elementi in pochi anni, per molto tempo sono stati in 900 a lavorare in Renault. Sarebbe folle dire che potremo battere i grandi il prossimo anno. Anche ridurre il gap (tecnico e organizzativo; ndr) è un grande risultato. Per il 2020 spero saremo molto più vicini ma non scommetto su previsioni irragionevoli», riporta Auto motor und sport.

Un progetto che deve proiettarsi sul medio periodo, con l’opportunità del 2021 da cogliere. Le novità regolamentari, tanto più grandi saranno nella loro portata, tanto più offriranno gli spunti per tagliare il vantaggio competitivo oggi presente, a patto di avere le strutture e gli strumenti all’avanguardia e in grado di confrontarsi con le squadre di riferimento. «Se i regolamenti verranno completamente riscritti sarà qualcosa che andrà a nostro favore, essendoci una ripartenza. La nostra organizzazione dovrebbe essere già molto più complessa per allora visto che vogliamo essere pronti ad attaccare i primi tre, è l’obiettivo della nostra presenza in Formula 1, abbiamo traguardi molto ambiziosi».