La lotta alla pole position sulle sponde del Mar Nero è stata davvero tirata ed emozionante, peccato solo che sia stata di esclusiva competenza dei piloti Mercedes. Tra i quali Valtteri Bottas ha messo in scena un "capolavoro multiplo": infatti non solo è riuscito a far segnare un primo giro in Q3 in cui ha strappato la pole temporanea al compagno di squadra per 4 millesimi, ma è addirittura riuscito a migliorarsi ulteriormente nel secondo run di altri 0"141 consolidando il risultato. Perché oltretutto il finlandese della Mercede è riuscito in qualcosa di cui pochi possono vantarsi: aver portato all'errore un mostro delle qualifiche come Lewis Hamilton, che nel tentativo conclusivo ha esagerato e addirittura ha poi preso la via dei box senza nemmeno completare il giro.

Alla Ferrari non è rimasto che accontentarsi della seconda fila e la ripetizione di una filastrocca che abbiamo già sentito altre volte in questa stagione (e pure nelle precedenti): "quel che conta è la gara e domani è un altro giorno". Tutto vero, certo, ed è stato ampiamente dimostrato in precedenza: peccato solo che stavolta questo discorso non abbia molta credibilità. Perché sebbene Sebastian Vettel abbia "limitato" (si fa per dire) il distacco a poco più di mezzo secondo dichiarando anche di non aver voluto correre troppi rischi (ma già questo dovrebbe far capire come considerasse impossibile lottare per la prima fila) anche il distacco di Kimi Raikkonen a 8 decimi e mezzo, quando era sempre stato abbastanza vicino a Seb, fa facilmente capire come oggi la SF71H non fosse proprio competitiva.

Ma la preoccupazione non è tanto per il risultato cronometrico in sé, che può essere determinato da tantissimi fattori, non ultimo un set-up più mirato alla distanza e quindi alla gara. Il problema è che in tutte le fasi di avvicinamento al GP le due Ferrari hanno sempre mostrato una preoccupante mancanza di stabilità, con entrambi i piloti costretti a "remare" già in ingresso curva. Con passaggi da sovrasterzo a sottosterzo, o viceversa, piuttosto imprevedibili. Insomma, una macchina decisamente poco guidabile e che non permette di ottenere la confidenza necessaria tra le curve secche di Sochi. Un assetto per nulla centrato che si trascina anche una difficoltà di sfruttamento delle gomme per cui, pur augurandoci il contrario per la Scuderia di Maranello, non si vede come la situazione possa migliorare in gara.

Non c'è nemmeno l'appiglio a una differente tattica, visto che sia Ferrari che Mercedes hanno affrontato le Q2 su gomme ultrasoft (alternativa alle hypersoft). In merito alla fase centrale delle qualifiche, da segnalare come né la Red Bull né la Renault né la Toro Rosso abbiano mandato in pista i propri piloti, lasciando via libera a tutti gli altri verso le Q3. Questo per via delle tante penalizzazioni conseguenti alle sostituzioni di elementi motoristici che hanno interessato le macchine di Max Verstappen, Daniel Ricciardo, Pierre Gasly, Brendon Hartley e Fernando Alonso, condannati a partire dal fondo dello schieramento. In più Max avrebbe ulteriori (teoriche) 3 posizioni di arretramento per non aver rallentato in occasione del testacoda di Sirotkin a fine Q1. Sebbene tutto ciò non abbia interessato la Renault, il team francese ha preferito lasciarsi la possibilità di scegliere con quali gomme partire domani, risparmiandole pure: tanto la sesta fila di partenza era garantita.

Questa situazione ha permesso a Sergey Sirotkin (ancora una volta più veloce di Lance Stroll) di guadagnare la 13esima posizione in griglia. Ma anche di offrire la terza fila ai più veloci degli inseguitori, tra i quali con un eccellente ultimo giro ha svettato Kevin Magnussen, riuscito a precedere Esteban Ocon di oltre 2 decimi (0"232). Poco dietro, per soli 6 millesimi, si posiziona Charles Leclerc al quale si affianca Sergio Perez distanziato di 144 ms. Meno efficaci in questa fase (erano stati più veloci in Q2) Romain Grosjean e Marcus Ericsson vanno ad occupare la quinta fila.

Per quanto riguarda le retrovie, dobbiamo registrare una performance complessivamente migliore del solito per Toro Rosso: dopotutto Pierre Gasly risulta 13° in qualifica, e anche Brendon Hartley non è salito in Q2 solo per via delle bandiere gialle che erano uscite per il testacoda di Sirotkin. Partiranno dietro alle Williams per via delle penalità, ma i presupposti per risalire ci sono tutti, come del resto ci sono (anzi ben maggiori) per Ricciardo e Verstappen posizionati in ultima fila. Rimonte tutte da seguire, domani.