Due macchine in Q3, terza fila, la miglior premessa per puntare a una gara di casa finalmente da relativi protagonisti. A Suzuka, però, Toro Rosso-Honda, non raccoglie nemmeno un punto. Le scelte strategiche costano la settima posizione a Pierre Gasly, ottimo interprete del ruolo di migliore degli altri finché ha girato su gomma Supersoft.

Al via incrocia brevemente Vettel, ma non è la gara che deve correre il francese né la scuderia di Faenza. Primo stint lungo, troppo, secondo il pilota francese, che si ferma un giro dopo Brendon Hartley, autore di una partenza da dimenticare e viene riassorbito a metà gruppo, nonostante la piazzola 6 in griglia. 

Pit-stop al giro 28 per il kiwi, giro 29 Gasly. “Non so davvero perché abbiamo deciso di andare così lunghi nel primo stint. Abbiamo subito l’undercut di quattro o cinque macchine. Per metà gara abbiamo corso in settima posizione, poi dopo il pit credo siamo sprofondati in dodicesima o tredicesima”, racconta fine gara. 

Sotto la bandiera fa festa, così, Sergio Perez, settimo, poi Romain Grosjean ottiene punti importanti per Haas, Ocon rimpingua il bottino Force India e Sainz limita i danni Renault. Toro Rosso a secco. 

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“Con le gomme Soft mi sono goduto un paio di sorpassi, ma dopo 10 o 15 giri avevano del blister incredibile ed era difficile anche riuscire a vedere sul dritto, le posteriori erano diventate quadrate. Alla fine ho provato a sopravvivere agli ultimi 20 giri ma è stato molto difficile.

È un peccato, dopo una qualifica così bella sarebbe stato fantastico ricompensare il team e la Honda qui in Giappone con dei punti. Dobbiamo analizzare con precisione quanto è successo. Probabilmente non abbiamo preso le migliori decisioni, ma capita a volte: con il senno di poi è facile dire che avremmo potuto fare delle scelte diverse”. 

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Honda che può essere soddisfatta dei riscontri avuti dalla nuova power unit, in prospettiva 2019: "Il risultato di oggi è stato deludente, considerata la nostra eccellente prestazione nelle qualifiche di ieri", commenta Toyoharu Tanabe. Pierre ha corso per gran parte della gara in zona punti, quindi è stato sfortunato nel non poter lottare contro Sainz nelle fasi conclusive della corsa e scivolare all'undicesimo posto. Tuttavia, questa frustrazione per non aver preso punti si trasformerà in motivazione mentre continueremo a lavorare per affrontare le ultime quattro gare e, a questo punto dell'anno, anche guardando al 2019".