Sembrava la giornata perfetta per i colori Alfa Romeo, con Kimi Raikkonen velocissimo nel turno della mattina e autore di un tempo di 1’17’’762 che sembrava inavvicinabile. Quando mancavano dieci minuti al termine della sessione pomeridiana, che si conclude alle ore 18.00, a riscrivere le gerarchie al vertice della graduatoria di giornata ci ha pensato a sorpresa il ventiquattrenne pilota russo della Toro Rosso Daniil Kvyat, che ha superato di 58 millesimi il campione del mondo del 2007.

Si tratta sicuramente di una performance importante per la scuderia faentina e per il driver di Ufa che a 24 anni, dopo un anno trascorso soprattutto al simulatore della Ferrari, rientra nella squadra tricolore nella quale aveva debuttato nel 2014 dopo aver colto il titolo di GP3 Series. Una sola stagione era bastata al russo per conquistare un posto in Red Bull, con la quale nella stagione successiva aveva fatto meglio del compagno di scuderia Daniel Ricciardo, al quale ha rifilato tre punti a fine stagione.

In sole due stagioni di Formula 1, senza aver nemmeno disputato la GP2 Series o la WSR, il russo era già diventato un pilota di riferimento in un top-team. Il 2016 era invece iniziato in altalena per Kvyat, con un ritiro in Australia per problemi tecnici e un podio in Shanghai, ai quali si erano aggiunti due contatti con Sebastian Vettel in Bahrain (dove i giudici di gara lo avevano scagionato) e a Sochi, due episodi assai discussi che avevano messo Kvyat nell’occhio del ciclone e avevano portato lo stesso Marko a promuovere il nuovo pupillo Max Verstappen in seno alla scuderia di Milton Keynes e riportare Kvyat in Toro Rosso, dalla quale è stato licenziato alla vigilia del Gran Premio di Malesia della stagione successiva.

La stella di Kvyat, che aveva ereditato da Sebastian Vettel il volante in Toro Rosso nel 2014 e che al pilota tedesco della Ferrari aveva anche strappato il primato di pilota più giovane a essere andato a punti nel mondiale, di fatto è stata oscurata dall’ascesa di Max Verstappen, un altro ragazzo prodigio che ha seguito un processo di crescita analogo al suo. Le doti di Kvyat non sono mai state messe in discussione e non è un caso il contratto siglato con la Ferrari nel 2018 e la nuova opportunità che l’energy drink austriaco gli sta ora offrendo.

“Sì, in questa stagione rientro nel mondiale con la squadra con la quale avevo debuttato cinque anni fa, ma ora sono molto più maturo di quanto lo fossi nel 2014 e vedo le cose in maniera diversa. Tante eventi, che non voglio giudicare né positivamente né negativamente, mi hanno fatto crescere, ed ora sono qui di nuovo con una nuova chance a disposizione!” – ci ha raccontato in esclusiva Kvyat – “Sono contento della performance odierna per la scuderia italiana e per la Honda. Dobbiamo solo continuare in questa direzione e pensare che quella di oggi è una prestazione importante, ma nel contesto di un test pre-seasonal”.

Non serve certamente sottolineare che per certe scuderie la ricerca della prestazione era più importante rispetto a altre. E un motore della Casa di Wako davanti a tutti è un segnale certamente importante anche per la Red Bull, che con Max Verstappen ha seguito un piano di lavoro certamente diverso e che si è fermato al quinto posto alle spalle dell’ex team mate Daniel Ricciardo e della Ferrari di Sebastian Vettel.