La pole position di Charles Leclerc in Bahrain ha qualcosa di strepitoso, e non soltanto perché è la prima in carriera della bella speranza monegasca (anzi, ormai una certezza) e quindi un evento da festeggiare. Quella messa in campo dal giovane pilota Ferrari è stata infatti velocità pura, con un'ottima prestazione: ricordiamo che già nel primo run aveva assicurato un tempo da pole, andando poi a ritoccarlo ulteriormente di 92 millesimi.

Oggi ci sarebbe stato davvero poco da fare per contrastare Charles, pur se chi ne aveva la possibilità non è stato messo nelle migliori condizioni: Sebastian Vettel è in prima fila staccato di quasi 3 decimi, ma è stato condizionato per aver avuto un solo tentativo utile a disposizione, per via di una svista (fortunatamente non decisiva)
del team. Infatti la squadra ha mandato in pista i suoi piloti, nel primo run in Q2, in mezzo al traffico. Leclerc è riuscito a svicolarsi, Vettel no e così è dovuto ricorrere a un secondo tentativo per non rischiare di fermarsi lì. In questo modo, però, gli è rimasto un solo set di Pirelli soft per le Q3, come capitato anche a Max Verstappen che infatti non ha brillato.

Le Mercedes si devono accontentare della seconda fila, ma attenzione che il divario con Ferrari è passato dai 7 decimi delle prove libere ai 3 decimi delle qualifiche. In più Lewis Hamilton partirà dal lato pulito della pista, quello che in passato ha già dimostrato di poter dare un grip al via sufficiente per salire al secondo posto. E da lì, si vedrà in gara… Quindi Valtteri Bottas potrebbe trovarsi in una situazione più negativa di quanto meriterebbe dopo aver "preso" giusto 66 ms da Lewis.

Peggio è andata tuttavia ai piloti Red Bull, stranamente in difficoltà con le Pirelli più morbide. Max Verstappen ha addirittura rischiato (e non è successo per pochissimi millesimi) di partire una fila indietro, mentre Pierre Gasly è rimasto escluso dalle Q3, anche in questo caso per una manciata di millesimi. L'utilizzo in gara delle gomme più dure potrebbe risollevare la situazione, ma ovviamente non vi è alcuna garanzia di un buon risultato.

Anche perché in quella zona c'è una muta di "team B ma non troppo" che soffiano sul collo. Anzi, da tenere ben d'occhio: Kevin Magnussen e Carlos Sainz, separati da soli 56 ms tra loro, suggellano un'ottima prestazione personale ma anche di squadra, visto che sia Haas che McLaren hanno entrambe le monoposto in Q3. Fra l'altro, proprio su Romain Grosjean (8° tempo) e Lando Norris (10° e ottimo anche stavolta) era stata aperta l'investigazione dei commissari, per un impedimento del francese ai danni dell'inglese in Q1, che ha portato a 3 posti di penalizzazione: partirà quindi 11°.

Tra i due, un ancora efficace Kimi Raikkonen, che quindi partirà in quarta fila dopo aver rischiato di finire le qualifiche in Q1. Da rilevare che questo non è successo per essere riuscito a sopravanzare il compagno di squadra, Antonio Giovinazzi, di soli 87 millesimi. Scarti ridottissimi, del resto, anche per chi è rimasto fuori dalla Q3. Parliamo in particolare di Daniel Ricciardo, Alex Albon e Pierre Gasly, che oltre a non essere tanto più lenti potranno avvantaggiarsi in gara della maggior libertà strategica in tema di pneumatici.

Leggermente più staccati ma non per questo "condannati" seguono in griglia Sergio Perez, Daniil Kvyat e Antonio Giovinazzi, ma soprattutto Nico Hulkenberg: il tedesco è stato inaspettatamente bloccato dallo scoglio delle Q1 per un paio di guai tecnici (pare risolvibili) dopo le belle prestazioni nel resto del weekend. Da lui resta lecito aspettarsi una gara in rimonta, pur nelle difficoltà dello schieramento "compatto": vedremo se aiuteranno le tre zone di DRS inaugurate in questa occasione su questa pista. Più difficile da Racing Point e soprattutto da Williams, ma come sempre la gara si valuta solo dopo la bandiera a scacchi.