L’atmosfera sarà, inevitabilmente, caratterizzata dal ricordo di Niki Lauda, prima che a Montecarlo si inizi a parlare di prestazione, grip, centimetri da limare ai guard-rail, a partire da giovedì.

Ferrari che arriva nel Principato dopo una sessione di test dopo il Gran Premio di Spagna che ha aiutato a capire come far funzionare le gomme e trovare la velocità nel lento. Aerodinamica, sospensione anteriore, accorgimenti sui quali lavorare.

ALLO STUDIO SCELTE TECNICHE DIVERSE

"I test della scorsa settimana a Barcellona e le analisi effettuate a Maranello confermano quanto le gomme di quest’anno, molto diverse da quelle del 2018, richiedano caratteristiche meccaniche e aerodinamiche differenti.

A Maranello siamo già impegnati, oltre a portare quanto prima ulteriori sviluppi, a valutare anche nuove interpretazioni", ha spiegato Mattia Binotto. Nuove interpretazioni che siano funzionali anche al progetto 2020 ed è la sospensione anteriore a finire al centro delle attenzioni, oltre al concetto aerodinamico dalla bassa resistenza aerodinamica. L'elemento cruciale a Monaco diventa la componente meccanica, nei continui passaggi tortuosi.

Sterzi a parte: L'immensità postmoderna di Niki

"Il Gran Premio di Monaco festeggia i suoi 90 anni, proprio come la Scuderia, il che rende questo weekend ancora più significativo. Si tratta di una gara atipica nella quale, per caratteristiche del tracciato e tipologia di mescole, le carte potrebbero anche essere… rimescolate", aggiunge il team principal. "Come al solito la qualifica sarà molto importante a causa della quasi impossibilità di sorpassare. Monaco è ovviamente la gara di casa di Charles e noi sappiamo bene quanto lui ci tenga. Ci teniamo anche noi”.

L’ultima volta di una Ferrari super nel Principato risale al 2017: Raikkonen-Vettel al via; Vettel-Raikkonen alla bandiera a scacchi. Ci sarà la minaccia Red Bull, ci sarà soprattutto una Mercedes che ha lanciato indizi serissimi di competitività nei passaggi lenti. Servirà evitare il cappotto, un 6-0 che chiude il primo di tre set nei quali può idealmente dividersi il campionato.

IL SOGNO AVVERATO

Leclerc corre la prima in casa da ferrarista, il sogno che si materializza, da rendere lieto con un risultato importante sabato. “Questo è il mio primo GP di casa da pilota Ferrari e sarà di certo un fine settimana particolare.

Mi ricordo quando da bambino ero solito passare il pomeriggio da un amico che aveva un appartamento la cui terrazza si affacciava proprio sulla curva di Sainte Devote. Noi giocavamo con le macchinine e sotto passavano le monoposto vere.

Mi sono sempre detto che sarebbe stato bellissimo, un giorno, poter essere protagonista di questa gara. Ebbene, quel giorno è arrivato e quest’anno il fatto di essere in gara qui con la Ferrari, mi permette di parlare a buon diritto di sogno avverato.

Per fare bene a Monte Carlo serve tutto, dal coraggio alla bravura, dalla fortuna alla vettura competitiva. Speriamo di poter fare bella figura davanti alla mia gente. Io di certo darò il massimo”, racconta Charles.

Prestazione da costruire passo dopo passo, costruire il ritmo dal giovedì, perché a Monaco conta solo ed esclusivamente la qualifica. La gara, impostata dalla testa, diventa un conservare le posizioni.

LAUDA E LE CHIACCHIERE SCHIETTE

Tema sportivo e ricordo di Niki Lauda si alternano e, Sebastian Vettel, commenta: “È un momento triste. L’impronta di Niki rimarrà indelebile in Formula 1. Mi mancheranno le nostre chiacchierate nel paddock e il suo modo poco diplomatico di dire le cose. Un vero campione, nella vita e nello sport.

Tuttavia siamo qui per correre: quella di Monaco è la gara più iconica della stagione”.

Parole alle quali si legano quelle di Mattia Binotto: "La vigilia di questo Gran Premio di Monaco è stata turbata dalla triste notizia della morte di Niki. I suoi modi diretti e schietti mancheranno alla Formula 1, così come sembrerà strano a ciascuno di noi, dopo tutti questi anni, non incontrarlo più nel paddock.

Niki Lauda, il ricordo di Piero Ferrari e Mattia Binotto

Niki è stato una bandiera della Ferrari e della Formula 1, è stato un motore di cambiamento del mondo delle corse che ha contribuito a rendere ancora più professionale, anticipando nel suo approccio alle gare la cura maniacale per i dettagli che mai come adesso è l’essenza del nostro sport".

PISTA RIASFALTATA, SFIDA INVARIATA

La sfida sarà trovare il giro pulito, farlo con le gomme in temperatura, su una pista dal bassissimo livello di energia scaricato sulle coperture e con la necessità di esprimere il massimo livello di aderenza meccanica. Il circuito è stato riasfaltato pressoché per intero, da giovedì si scoprirà se e quante sconnessioni sono state appiattite dagli interventi svolti lo scorso aprile..

“Per piloti e ingegneri il circuito sconnesso, quanto mai distante dalle piste cui siamo abituati, è senza dubbio una sfida nella sfida. Le vetture hanno bisogno del massimo carico aerodinamico e di un set-up che permetta al pilota di avere la confidenza necessaria a sfiorare i muretti per cercare i tempi migliori.

A Monte Carlo non c’è spazio per gli errori. Con sette curve lente e praticamente nessun rettilineo, i sorpassi sono quasi impossibili. Per questa ragione qui una buona qualifica è fondamentale. Il tracciato è talmente corto che il traffico nelle prove libere e in qualifica è una costante: si tratta solo di continuare a provare finché non si trova un giro pulito”, spiega Seb.