Auguri, Kimi! Anzi, no. Probabilmente non gradirebbe. Trecento gran premi in carriera nel week end di Monaco, un numero nient'altro: vale quanto il GP numero 299. E’ un personaggio unico, il più amato dai tifosi nonostante un’essenzialità come nessun altro nel prestarsi ai microfoni. Al di fuori del salire in macchina e correre, farebbe volentieri a meno di tutto il corredo che impone la Formula 1.

KIMI E MONTECARLO, NON C'È FEELING

Monaco compresa, c’è da credere. “Per noi piloti, quantomeno a me, Monaco… non piace affatto. Per i meccanici è anche peggio, il nuovo paddock ha migliorato un po’ le cose ma resta ancora un posto non eccezionale per lavorare. È grandioso arrivare qui e guardare, se ti piace tutto questo, ma penso che più in fretta finisce il week end, meglio è, racconta.

Una sola vittoria in carriera nel Principato, nel lontano 2005, e tre podi, l’ultimo nel 2017, edizione della conquista di una pole straordinaria e un successo sfumato anche per una scelta strategica in gara non ottimale decisa per la gara di Kimi. Non c’è un gran feeling tra Iceman e il Principato.

Una sfida nel corso degli anni resa meno interessante:Non è più la pista sulla quale guidai la prima volta. La curva della piscina era più stretta, nella prima curva c’era una barriera e anche tutto il resto è cambiato. Prima, il pilota poteva fare la differenza, oggi non più. Ora la macchina più veloce è sempre al vertice”.

EVITARE LE FESTE, PLEASE

Le due sessioni di prove hanno visto Alfa Romeo iniziare col piede giusto, Giovinazzi ottavo davanti a Kimi, in lotta per giocarsi la settima piazza con Haas. È quel che conta, nient’altro.

Il venerdì a Monaco è, per tradizione, giornata dedicata a eventi, pubbliche relazioni, giusto gara-1 di Formula 2 per tenere vivo il tema sportivo su livelli alti (da segnalare l’incidente di Mick Schumacher alla Rascasse, un errore nel tentativo di sorpasso di Tatiana Calderon, al giro 19, con i due a contendersi la nona posizione).

Eventi e feste per celebrare i 300 GP che Kimi ha chiesto di cancellare in toto.

Ho detto al team già da un po’ di tempo che davvero non volevo nulla qui rispetto a qualsiasi altra gara, ma la gente vuole preparare qualcosa: è solo un numero, non fa differenza. Ho provato a far cancellare tutto, finora però non ho avuto molto successo, riporta motorsport-magazin.