Quello a Montecarlo è sempre stato un appuntamento decisamente particolare per la Formula 1, non fosse altro per l'ambientazione molto "glamour" offerta dal Principato. Ma anche tecnicamente le stradine di questo storico tracciato cittadino di 3.337 metri rappresentano una bella sfida. La tortuosità del circuito richiede infatti la massima tenuta di strada, e così anche i carichi alari vengono sfruttati al massimo, con configurazioni specifiche che è possibile ritrovare solo in Messico (ma là è la rarefazione dell'aria ad essere determinante).

Del resto anche la stabilità in frenata è essenziale e non vi sono particolari problemi di velocità, perché ci sono solo due "allunghi" in cui però non si dovrebbero superare i 300 km/h. Solo in quello della partenza è inoltre prevista l'apertura dell'ala mobile, dunque una sola zona di DRS. La bassa velocità media fa sì che i pneumatici non siano particolarmente sforzati, e per questo motivo la Pirelli ha potuto impiegare le mescole più morbide della gamma: C3, C4 e C5 nominate quali hard, medium e soft rispettivamente. Da segnalare che rispetto all'anno scorso sono stati riasfaltati i due terzi del tracciato, ma questo è normale qui perché le strade aperte al traffico sono soggette a rifacimenti e ad usura, cui si rimedia proprio prima del GP.

Le 19 curve restano comunque impegnative anche perché circondate da barriere, muretti e marciapiedi che solitamente lasciano nessun margine d'errore ai piloti. Le difficoltà di sorpasso e il breve tratto tra partenza e prima curva rendono inoltre molto più determinanti che altrove i risultati delle qualifiche, che quindi diventano una fase decisiva e molto "calda" del GP. Questo sabato è inoltre possibile che il meteo faccia qualche scherzo: la probabilità di pioggia non è elevata ma nemmeno nulla, al momento, e comunque anche un cielo nuvoloso con basse temperature ambientali potrebbe condizionare l'utilizzo delle gomme.