Mattia Binotto ci ha messo la faccia. Perché l’errore del team fatto in Q1, costato carissimo a Leclerc, è stato troppo grave per non essere analizzato e spiegato dal team principal. Che ha avuto il coraggio di presentarsi davanti ai microfoni, ma resta il fatto che, alla sequela di errori tattici di Maranello, si è aggiunto un altro capitolo.

Errore di calcolo

Charles Leclerc, racconta Binotto, è stato lasciato ai box e quindi dovrà partire dal sedicesimo posto su una pista che, a meno di fattori esterni, rende i sorpassi impossibili perché: “Abbiamo fatto un errore, una valutazione sbagliata. Abbiamo pensato che il nostro tempo fosse sufficiente a consentirci di passare il taglio. Teniamo sempre un po’ di margine, ma questa volta è risultato troppo basso, perché non abbiamo tenuto conto di come la pista andava migliorando e la performance dei piloti cresceva”.

Dunque, conferma il team principal, in casa Ferrari non sono tornati i conti. Due errori di valutazione: un calcolo sbagliato e l’incapacità di reagire per tempo hanno scatenato tutto questo: “Abbiamo fatto un errore di calcolo e un secondo errore nel non modificare la scelta. Ci dispiace per Charles”.

Non è colpa di Vettel

Durante la conferenza stampa, è stato chiesto se Charles è stato penalizzato, in qualche modo, dalle difficoltà che stava avendo Vettel. In parole povere, se nel momento concitato che stava costando la posizione al tedesco, gli strateghi del Cavallino abbiano ignorato troppo Leclerc (contando troppo sul suo tempo non monitorando più la situazione) per concentrarsi esclusivamente sul quattro volte Campione del Mondo.

Binotto ha escluso del tutto questa ipotesi dicendo: “Abbiamo due team, uno per pilota. Le difficoltà di Vettel non hanno influito con la decisione di non fare uscire Leclerc”.

La fiducia nei suoi uomini, però, resta immutabile: “Le nostre persone sono quelle giuste - ha concluso Binotto - così come le procedure, ma chiaramente vanno migliorate”.